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**Nobel: Solzenicyn, archivi rivelano timori giurati per dissidente sovietico**

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Stoccolma, 14 mag. – (Adnkronos) – La decisione di assegnare il Premio Nobel della Letteratura 1970 ad Aleksandr Solzenicyn (1918-2008) fu presa dall’Accademia Svedese praticamente all’unanimità: cinque su sei furono i giurati favorevoli. L’unico contrario fu Artur Lundkvist, che propose Pablo Neruda e Patrick White (poi vincitori negli anni immediatamente successivi, il primo nel 1971 e il secondo nel 1973) ritenendo peraltro lo scrittore russo non completamente soddisfacente da un punto di vista letterario. Ma nonostante la decisione di premiare l’autore di “Una giornata di Ivan Denisovic” e “Divisione cancro”, i giudici del Nobel furono profondamente preoccupati per le conseguenze politiche visto che Solzenicyn era un dissidente anti-Urss. E il primo a manifestare timori per possibili ritorsioni da parte del potere sovietico fu sempre Lundkvist.

Gli archivi dell’Accademia Svedese del Comitato Nobel del 1970, che sono stati aperti alla consultazione degli studiosi dopo 50 anni, hanno rivelato l’acceso dibattito tra i giudici su cosa poteva significare una vittoria di Solzenicyn.

“Ci sono circostanze esterne che sono riconosciute da tutti come estremamente difficili da valutare: se il premio Nobel va a Solzenicyn non sappiamo se andrà a suo vantaggio o lo danneggerà”, scrisse Lundkvist nei documenti visti dal giornalista svedese Kaj Schueler e riportati ora dal quotidiano “Svenska Dagbladet” di Stoccolma. “La propaganda da più parti per la sua candidatura – ammonì Lundkvist – non tiene conto delle conseguenze per lui. Si tratta principalmente di manifestare contro l’Unione Sovietica, sia in modo giustificato che ingiustificato. Tuttavia, il Premio Nobel non dovrebbe diventare un campo di battaglia tra diversi interessi politici”.

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