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Musei: Bradburne (Brera), ‘basta turismo di massa, non so chi sia la Ferragni’ (2)

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(Adnkronos) – Il Covid-19 non ha risparmiato le casse di Brera. “Ovviamente, i nostri ricavi sono calati – spiega Bradburne -. Dovremo puntare su altre fonti: abbonamenti, attività online, nuovi progetti, nuove app Ma ho sempre detto, prima a Palazzo Strozzi a Firenze, e poi a Brera: non dobbiamo contare sul turismo mordi e fuggi. Chi arriva in una città per la seconda volta non vuole più essere un turista, ma un insider”.

E i primi insider sono gli abitanti. “Se Brera diventa il luogo più amato dai milanesi, tutto il resto segue. Sono stato molto criticato quando ho detto non vorrei più vedere un visitatore. Ma è vero, io vorrei fruitori, partecipanti, soci, abbonati, chi possa testimoniare entrando a Brera il suo legame con quel luogo e la città in cui vive. Vorrei che la Pinacoteca fosse lì, per tutti, per trovare ispirazione, educazione, formazione, consolazione, partecipazione”, aggiunge.

La fusione è anche il futuro della cultura. “Uno degli aspetti positivi della crisi è stata l’accelerazione di processi già in corso e la grande creatività che si sta sprigionando per cercare soluzioni. Il pericolo è che le forze conservatrici spingano per tornare indietro a un mondo che non esiste più”, sottolinea Bradburne il quale sul destino che attende Milano si dice “ottimista”. Sulla scelta del suo collega degli Uffizi di celebrare Chiara Ferragni, replica: “Lo dico onestamente e in tutta trasparenza: finora, non sapevo chi fosse Chiara Ferragni”.

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