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Mottarone: procuratore tribunale Minori, ‘Eitan torni in Italia, rivedrà nonni indagati’ (3)

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(Adnkronos) – Non è così in Italia. “Se ci sono particolari garanzie”, i nonni potrebbero tornare a vedere Eitan “perché il bambino ha il diritto di mantenere i rapporti con tutti i parenti, di coltivare anche quella parte di tradizione e cultura di cui il nonno è portatore e che teme che stando in Italia non verrebbe trasmessa. Esistono i sistemi. Se il bambino rientra in Italia, come tutti ci auguriamo, si troverà il modo (visite protette, ritiro del passaporto) per fargli continuare a coltivare i rapporti con tutti i familiari del ramo materno perché ne ha diritto”.

E questo anche se è chiaro che “c’è stata una sottrazione illecita ed è stato commesso un reato. C’è stata un’aperta violazione di un provvedimento di un giudice e ci leggo un mancato riconoscimento delle istituzioni”, sottolinea. In questa vicenda internazionale “assume importanza il canale diplomatico. Se lo Stato di rifugio applicherà correttamente, come credo, le disposizioni della Convenzione Aja, disporrà il rientro in Italia, poi sarà davanti al giudice della residenza, cioè in Italia, che si andrà a discutere dove è meglio che stia Eitan che da mesi sta galleggiando in un mare di dolore, ed ha bisogno solo di stabilità per ritrovare un equilibrio di vita. Lui risiedeva in Italia quindi che ad occuparsi della vicenda sia un giudice italiano non è un capriccio, ma è la giurisdizione, sono le regole”, aggiunge.

“A volte non viene compreso che questo reato viene commesso innanzitutto contro il bambino stesso, perché se legittimamente vuoi contestare le condizioni di vita del bambino lo fai davanti al giudice. tra l’altro, c’è stato un provvedimento che i nonni hanno impugnato, era prevista un’udienza a ottobre per discuterne, era quella la sede, l’avevano imboccata la strada corretta. Se ognuno decide che ha sfiducia nel giudice e decide di farsi giustizia da solo torniamo all’età della pietra”, conclude Ciro Cascone.

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