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Minori: studio, comunicazione tra genitori e figli adottivi fattore predittivo del loro benessere (2)

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(Adnkronos) – Sono emerse interessanti differenze ‘generazionali’: i figli in generale riportano livelli inferiori di apertura comunicativa sia con la madre sia con il padre rispetto a quanto riportato dai genitori stessi. Madri e padri evidenziano un buon livello di accordo tra loro, mentre le percezioni tra genitori e figli non collimano. È emerso, inoltre, che ad alti livelli di apertura comunicativa corrispondono bassi livelli di problemi emotivo-comportamentali. Infine, la ricerca ha evidenziato che la coesione familiare, ovvero la vicinanza emotiva, rappresenta una risorsa utile a creare un contesto che facilita l’apertura comunicativa tra genitori e figli.

Gli altri tre Paesi partner dello studio hanno concentrato la propria analisi sui problemi di salute degli adolescenti, sulla discriminazione e il bullismo, e sulla riuscita scolastica. La ricerca rileva più in generale che parlare dell’adozione con i minori adottati è un processo che si svolge nella quotidianità e lungo tutto il percorso della famiglia adottiva e che si ripropone in particolare nelle transizioni critiche del ciclo di vita, quale quella adolescenziale.

Il Centro di Ateneo ha presentato a Icar 7 anche un secondo studio condotto insieme con l’Istituto Universitario Salesiano Rebaudengo di Torino riguarda il primo bilancio della propria storia e l’interesse per la ricerca delle origini. I lavori di Icar 7, che hanno impegnato gli oltre 200 esperti e ricercatori di 27 Paesi nel mondo, sono terminati con la sessione plenaria finale dedicata al recupero dei minori adottati dopo esperienze traumatiche e istituzionalizzazione, moderata da Rosa Rosnati.

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