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Milano: sfregiò ex con acido, vittima, ‘amareggiati, discriminati al contrario’

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Milano, 22 mag. (Adnkronos) – “C’è un po’ di amarezza, come se avessimo subito una discriminazione al contrario e pagassimo il fatto che la vittima è un uomo. Abbiamo fatto presenti i casi di Lucia Annibali e Gessica Notaro, dove le condanne sono state maggiori e la premeditazione riconosciuta, ma non siamo stati ascoltati”. Giuseppe Morgante e Domenico Musicco, vittima e legale, nutrono gli stessi sentimenti a poche ore dalla sentenza con cui il tribunale di Busto Arsizio (Varese) ha inflitto la pena di sette anni e dieci mesi a Sara Del Mastro, la 39enne legnanese che, il 7 maggio dell’anno scorso, aggredì e sfigurò con l’acido solforico Giuseppe, 31 anni, suo ex fidanzato.

“Non riconoscere la premeditazione è un grosso errore – sottolinea il legale Musicco all’Adnkronos -, è un’aggravante che avrebbe fatto aumentare la pena e che abbiamo dimostrato in aula. E’ l’unico rammarico rispetto a tutto quello che, invece, siamo riusciti a ottenere”, aggiunge l’avvocato che come parte civile non può proporre da solo ricorso contro la decisione dei giudici; sentenza che è più clemente rispetto alla richiesta di condanna avanzata dall’accusa (9 anni). “Nel corso del processo i periti hanno certificato che la donna era capace di intendere e di volere al momento dell’aggressione, una circostanza che ci soddisfa. Lei aveva anche chiesto di patteggiare (cinque anni), ma la richiesta le è stata negata dal giudice”, ricorda il difensore che si prepara ad affrontare anche la causa civile.

Morgante porta ancora sul corpo – occhio, volto, torace e una mano – le bruciature dell’acido. Del Mastro aveva aggredito il giovane, con cui aveva avuto una breve relazione, conclusasi con pedinamenti e telefonate ossessive messe in atto per settimane. L’ex l’aveva denunciata per stalking due settimane prima dell’aggressione, ma questo non aveva impedito alla donna, con la scusa di parlare, di incontrarlo e di rovesciargli addosso un bicchiere con dell’acido. Si era poi costituita in caserma a Legnano ed era stata arrestata la sera stessa dell’aggressione.

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