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Milano: Sala, ‘per trasformare la città serve coerenza e saper ascoltare gli altri’

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Milano, 11 mag.(Adnkronos) – “In questi 5 anni, tra le tante cose che ho fatto, ho imparato che la complessità di questi tempi che stiamo vivendo ci deve portare a dire che non esiste una grande mossa che cambia la città, una grande idea di trasformazione urbanistica, ma le città devono essere cambiate attraverso una visione e una strategia diffusa di intervento. Si tratta di coerenza”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo alla proclamazione del progetto vincitore di Reinventing cities, il bando internazionale indetto dal Comune di Milano per la riqualificazione di piazzale Loreto.

Il progetto vincitore del concorso si chiama ‘Loc-Loreto open community’: “Se credi che la città non sia uno slogan, ma qualcosa di vero, devi fare interventi come questo”, dice Sala. Del resto “il successo di una città deriva da una azione molto aperta, da parte di tanti. Bisogna essere capaci di ascoltare opinioni, coinvolgere e avere la capacità di attivare energie”. Il progetto punta a trasformare la piazza da semplice e caotico snodo stradale a spazio da vivere e fruire in continuità con il centro: “Chi ha meno di sessant’anni -afferma Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano- ha sempre visto piazzale Loreto in questa conformazione”, perché “fu fatta ai tempi dei cantieri della metropolitana, intorno al 1961 e da allora è rimasta sostanzialmente la stessa. Nessuno ha mai avuto modo di mettere mano a quella piazza che era frutto di un’epoca”.

La piazza che vediamo oggi “rappresenta in maniera intima l’idea di città e di società che c’era a metà degli anni 60 e infatti ci siamo trovati una piazza che è uno slargo automobilistico -spiega-. Oggi questi obiettivi sono profondamente cambiati. Nei quartieri nuovi, ci troviamo due piazze centrale che hanno segnato profondamente lo sviluppo dello spazio pubblico, piazza Gae Aulenti da un lato e piazza Tre Torri dall’altro, che sono straordinarie ma effettivamente nascono in un contesto che è stato ripensato da zero. Qua invece è la prima volta che proviamo a cambiare uno spazio che attualmente è vissuto e frequentato, cercando di fare in modo che sia anche il simbolo di quello che stanno diventando le città oggi. E’ stato un grande lavoro di team e per questo ci tengo a ringraziare, tra gli altri, gli uffici della direzione urbanistica e della mobilità, la giuria e tutti i team che hanno partecipato alla prima e alla seconda fase perché il progetto è frutto di una selezione in due fasi e tre progetti che sono arrivati in finale”.

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