Milano: ordinanza su arresti Gdf, ‘truffa all’Inps con sussidi Covid’
Milano, 30 giu. (Adnkronos) – Devono rispondere anche di truffa aggravata all’Inps alcuni degli indagati delle due inchieste di Milano e Pavia che hanno portato a 14 misure cautelari e al sequestro di oltre 33 milioni di euro per reati fallimentari nel settore dell’autotrasporto. In particolare nell’ordinanza firmata dal gip di Pavia Maria Cristina Lapi emerge come 35 lavoratori di una srl finita nell’inchiesta “hanno percepito la cassa integrazione in deroga nel periodo compreso tra marzo e ottobre del 2020 (fino cioè alla messa in liquidazione della società), per un ammontare complessivo erogato pari a 223.160,72 euro”, nonostante “29 dipendenti della medesima società, su 32 sentiti a sommarie informazioni, hanno prestato attività lavorativa per tutta la fase pandemica,, anche durante il periodo di cassa integrazione”.
Anche una seconda società ha usufruito della cassa integrazione in deroga per tutto il personale ‘formalmente’ in carico per un totale di 116.250,05 euro e “almeno 29 dipendenti risultano aver lavorato continuativamente tra le due aziende”. Un raggiro ai danni delle casse dello Stato che ha portato alle misure cautelari e ai sequestri preventivi.
Se l’indagine di Pavia è strettamente legata a controlli durante la pandemia, l’inchiesta dei pm milanesi Roberto Fontana e Grazia Colacicco, riguarda invece il modus operandi del gruppo colpito dalle misure cautelari che “avrebbero distratto beni e ingenti somme di denaro dai patrimoni aziendali e sottratto sistematicamente al pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali, falsificando i bilanci e facendo anche ricorso all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”.
