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Messina: maxi bancarotta fraudolenta, arrestati tre imprenditori e sequestri per 1,5 mln euro (2)

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(Adnkronos) – Le indagini complessivamente svolte “hanno consentito di ipotizzare le contestazioni provvisorie di bancarotta e di false comunicazioni sociali e che dovranno trovare conferma in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, come l’operazione complessivamente intesa risultasse meramente strumentale, finalizzata ad occultare la perdita di esercizio che sarebbe dovuta scaturire dalla svalutazione del credito, di contro mostrando ai creditori una solidità e floridità patrimoniale ed economico – imprenditoriale della fallita N.C. s.r.l. di fatto inesistente”, dicono ancora le Fiamme gialle. Queste articolate operazioni di ingegneria finanziaria hanno trovato “poi espressione all’interno dei bilanci delle società coinvolte, così connotandoli dall’esposizione di fatti non rispondenti al vero”. Ma tra le tante operazioni oggetto di contestazione nell’ordinanza di custodia cautelare v’è anche di più.

Analogo schema illecito è stato documentato anche rispetto ad un’ulteriore società, la M.G. s.r.l. di Melilli (Siracusa), attiva nel settore turistico, pure partecipata dalla fallita N.C. s.r.l., nonché “sono emerse plurime cessioni di partecipazioni societarie e crediti, ritenute fittizie, ovvero come, sempre al fine di presentare alla business community una situazione patrimoniale non rispondente al vero, i soggetti oggi tratti in arresto omettessero di indicare in bilancio, alla voce concernente i debiti tributari e previdenziali, il reale ammontare del debito complessivo: tra gli altri, in un caso iscrivendo solo 2,5 milioni di euro in luogo degli oltre 4 milioni di euro, in altro caso addirittura omettendo di effettuare qualsiasi iscrizione rispetto ad una cartella esattoriale pari ad oltre 25 milioni di euro”. Ancora, in epoca in cui la fallita N.C. s.r.l. si trovava già in situazioni di marcata e conclamata sofferenza finanziaria, “sono state effettuate ulteriori e numerosissime operazioni distrattive, senza alcuna garanzia di restituzione, a beneficio non solo della nominata AD N. s.r.l., ma anche, tra le altre, di due distinte società appartenenti al medesimo gruppo societario, attive nel settore immobiliare, pure fallite negli anni 2015 e 2016, la P.I s.r.l. e la A.I. s.r.l., rispettivamente con sede a Siracusa e a Roma. Parimenti, con le medesime finalità, venivano appostate in bilancio, sempre secondo ipotesi d’accusa, anche passività inesistenti, riferibili ad un’ennesima società appartenente al medesimo gruppo, la Q. s.r.l. di Roma, attiva nel settore della costruzione di edifici”.

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