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Mensik e i ‘nuovi Sinner’, la generazione che spaventa Djokovic

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(Adnkronos) – La sconfitta di Novak Djokovic a Miami sembra tanto un passaggio di testimone. Nole, 37enne alla ricerca del centesimo titolo della carriera, si è dovuto arrendere a uno dei talenti più luminosi del panorama tennistico mondiale, quel Jakub Mensik che a soli 19 anni è stato capace di battere in finale sul cemento della Florida il più vincente di sempre. Da tempo, in realtà, Nole parlava della nuova generazione e delle sue difficoltà nell'affrontarli, complice il trascorrere degli anni e qualche problema fisico di troppo. "Si sta parlando molto di Joao Fonseca, che è un giocatore potente e completo, ma non è l'unico giovane che si sta imponendo. Basti pensare a Mensik, a Tien", ha detto Djokovic in conferenza a Miami, "non so nemmeno come chiamarla, questa 'new new new generation', ma di certo busserà alla porta di Sinner e Alcaraz nei prossimi anni". E questo inizio di 2025 sembra dargli ragione. La nuova stagione ha già proiettato due 'rookie' sul tetto del circuito, con il primo titolo Atp conquistato, altri sono entrati in top ten e altri ancora sono in rampa di lancio.  L'ascesa di Joao Fonseca è iniziata agli Australian Open e passata per Buenos Aires. Il giovane brasiliano, che a 18 anni aveva già vinto le ultime Next Gen Atp Finals, ha stupito all'esordio in uno Slam battendo Andrey Rublev prima di essere eliminato, al turno successivo, da Lorenzo Sonego. Ma Fonseca non si è fermato. Joao ha trionfato nel 250 di Buenos Aires, battendo in finale il padrone di casa Francisco Cerundolo in due set e conquistando così il primo titolo Atp ad appena 18 anni, 5 mesi e 26 giorni. 
Nemmeno Jannik Sinner, numero uno al mondo costretto a rimanere lontano dai campi per tre mesi dopo la squalifica per il caso Clostebol, era riuscito a vincere così presto. L'azzurro infatti aveva conquistato il suo primo torneo del circuito nel 2020 a Sofia, quando aveva poco più di 19 anni, proprio come Novak Djokovic. Meglio di Fonseca ha fatto invece Carlos Alcaraz, vincente a Murcia all'età di 18 anni, 2 mesi e 20 giorni. Sulla scia di Fonseca, a Miami, è arrivata la vittoria di Jakub Mensik. Arrivato in Florida al 56esimo posto del ranking, dopo il trionfo su Djokovic si è svegliato al 23esimo. A 19 anni è diventato il terzo più giovane di sempre ad arrivare in finale in Florida, il quarto più giovane a vincerlo. Il primo Masters 1000 conquistato in carriera da Mensik è anche il primo di un tennista della Repubblica Ceca dal 2005. Ma tra i due 'rookie' c'è anche la prima vittoria di un classe 1997. A 28 anni il francese Alexandre Muller ha conquistato la prima vittoria della carriera nell'Atp di Hong Kong, dove in finale è riuscito a battere, in rimonta, il giapponese Nishikori.  Ma Fonseca e Mensik, con nel mezzo la favola Muller, non sono gli unici giovani tennisti in rampa di lancio. La scena se l'è già presa Jack Draper, che con il successo a Indian Wells, battuto Holger Rune in finale, è salito al sesto posto della classifica Atp. Nelle Next Gen Fonseca ha superato in finale l'americano Learner Tien, nome da seguire proprio come Arthur Fils. Nel 2024 il francese ha fatto segnare il suo best ranking, raggiungendo la 20esima posizione, migliorato in questo inizio di stagione con l'attuale 15esimo posto. La semifinale conquistata agli Australian Open, poi persa con Jannik Sinner, ha affermato Ben Shelton, 22 anni e oggi numero 14 del mondo. Più indietro, ma molto promettente, Giovanni Mpetsi Perricard, che ha iniziato l'anno eliminando Nick Kyrgios al primo turno di Brisbane.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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