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Maturità 2025, Valditara: “Niente paura ragazzi, tirate fuori i vostri talenti”

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(Adnkronos) –
Tirar fuori i talenti e non avere paura. Questo il messaggio del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, agli studenti che domani affronteranno la prima prova dell'esame di maturità 2025, il tema di italiano. "I ragazzi – ha detto Valditara all'Adnkronos – hanno dentro di loro tanti talenti e la loro grande bellezza sta proprio nella diversità dei talenti. Domani dovranno valorizzarli: serve tirarli fuori. E se si ha la coscienza a posto, se si è studiato, non vi è motivo per non affrontare serenamente queste giornate".  "La mia maturità? Ricordo un tema su Carlo Porta, che mi piacque particolarmente perché si tratta di un poeta dialettale milanese capace di interpretare magistralmente la società del suo tempo: i suoi personaggi, autentici popolani, sono figure molto veraci – ha raccontato Valditara – Ricordo anche l'orale con Euripide. Ero sereno. Mi sentivo abbastanza carico, ero preparato e non ebbi particolari problemi. E' un ricordo positivo, e poi venne il dopo esame: andai a Madrid con un amico e girammo per la Spagna". Il ministro ha quindi affrontato la questione del peso del voto in condotta per l'ammissione all'esame di quest'anno evidenziando l'importanza della parola responsabilità. "Il più forte rilievo dato al voto in condotta – ha spiegato Valditara – vuole essere un modo per far comprendere a fondo il principio di responsabilità, rispondere cioè degli atti che si compiono. Si diventa adulti anche affrontando e assumendosi le proprie responsabilità – ha ribadito Valditara – Se una persona ispira la sua condotta al rispetto verso i compagni, verso gli insegnanti e verso i beni pubblici difficilmente avrà un voto in condotta non soddisfacente". Valditara ha tenuto a rivendicare la decisione sul divieto dell'utilizzo dello smartphone anche alle scuole superiori. Secondo il ministro "non avere dipendenze significa essere liberi e maturi. Perché se io non riesco a staccarmi da un oggetto, qualunque esso sia, è chiaro che non ho realizzato appieno la mia libertà, e quindi non sono riuscito a strutturarmi come persona nella sua completezza".  "Dipendenza può essere quella dal cellulare, come dalla droga, dai videogiochi, dall'alcol – ha sottolineato Valditara – La capacità di essere realmente liberi, di non dipendere da qualcosa ce lo insegnano anche i classici, ho in mente quanto scriveva un imperatore come Marco Aurelio nei 'Colloqui con se stesso', libro che i ragazzi dovrebbero leggere. La capacità di vincere ogni dipendenza credo che sia uno degli elementi costitutivi della maturità". Valditara ha concluso affermando che si sta riflettendo "sul cambio di nome, da esame di Stato a esame di 'maturità'. Ovviamente ci vuole una legge – ha sottolineato il ministro – In un'epoca in cui gli adulti tendono a ritornare adolescenti e gli adolescenti hanno pochi punti di riferimento per crescere e maturare – ha spiegato Valditara – credo che tornare a rimettere l'accento sul termine maturità, esame di maturità, sia evocativo. Rimettiamo al centro il senso di responsabilità e la maturità".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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