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**Mattarella: ‘dopo tempi duri costruiamo insieme futuro, dignità pietra angolare’** (2)

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(Adnkronos) – E il legame tra Italia ed Europa torna a più riprese nelle parole del Capo dello Stato, calate per l’appunto nel contesto generale che caratterizza la nostra epoca. “L’agenda politica -avverte- è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea. L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale. La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune”.

“L’Italia è un grande Paese. L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno. Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati. Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza. È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento. Un Paese che cresca in unità”.

Per questo è necessario “riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche”, tenendo bene a mente che “la qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto”.

‘senza partiti e corpi intermedi cittadino indifeso’

“I partiti -ribadisce il Capo dello Stato- sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali. Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica”.

Sono considerazioni che valgono sul piano interno ma anche a livello globale, perchè “occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale”, mentre “poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico”. E “su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici -avverte Mattarella- tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci”.

Riflessioni di carattere generale e particolare si intrecciano continuamente nel discorso del Capo dello Stato, che mette in risalto come sia “intensamente impegnato il Governo guidato dal presidente Draghi; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa”.

‘indispensabile dialogo Governo-Parlamento’

Un’azione, sottolinea Mattarella, che deve basarsi sull’”indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento”. Quest’ultimo “sugli atti fondamentali di governo del Paese” deve essere “posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi. Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione”.

La prospettiva cui guardare è quella di “rafforzare l’Italia”, per “metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della pandemia. L’apporto dell’Italia non può mancare”.

E rimanendo al piano internazionale, Mattarella ribadisce che, “in aderenza alle scelte della nostra Costituzione, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’Organizzazione delle Nazioni unite, il Trattato del Nord Atlantico, l’Unione europea, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia”.

‘finita Guerra fredda non torni vento scontro’

Nelle parole del Capo dello Stato, anche se non evocata esplicitamente, trova posto così un riferimento indiretto alla crisi ucraina: “da molti decenni -ricorda- i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda. Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un Continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale”.

“Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei Paesi alleati e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini”.

Non solo. “I popoli dell’Unione europea -torna a esortare Mattarella- devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità”. (di Sergio Amici)

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