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Marco Re (Università Tor Vergata): “Materie prime e supply chain temi strategici”

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Roma, 24 ott. (Adnkronos) – Oggi il software sta superando l’hardware e c’è un problema di approvvigionamento di microchip e materie prime, un dibattito “difficile da comunicare perché tocca temi molto orizzontali” che richiedono grandissime competenze e che toccano “problemi grossissimi di situazioni geopolitiche”. A rilevarlo è stato Marco Re, professore di Informatica dell’Università di Roma “Tor Vergata” aprendo oggi il brainstorming “Considerazioni strategiche per la supply chain dei circuiti integrati”, uno degli eventi promossi per la celebrazione dei 40 anni del grande Ateneo della Capitale.

“Ciò fa venire in mente ad esempio il neon – utilizzato nelle apparecchiature per la litografia ultravioletta spinta – che si trova in Ucraina, Paese oggi sotto attacco pesante” ha osservato quindi Marco Re nel corso del dibattito che ha visto dialogare anche Domenico Rossi, Vicepresidente Ricerca e Sviluppo St Microelectronics, e Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore all’Università di Berkley. Anche con questo dibattito le celebrazioni per i 40 anni del grande Ateneo della Capitale sono entrate nel vivo a fine ottobre, proprio in occasione dell’anniversario dell’apertura del primo Anno accademico nel 1982 dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ con una grande manifestazione della durata di cinque giorni.

Il confronto di oggi “Considerazioni strategiche per la supply chain dei circuiti integrati” ha inoltre acceso un faro sulla crescita del mercato dei semiconduttori dovuta al costante aumento dell’uso di questi componenti nei sistemi elettronici, dalle applicazioni speciali all’automotive ed alla medicina, rende fondamentale questo settore per la economia mondiale.

Tanto importante è il settore quanto fragile risulta essere la attuale supply chain per la produzione dei moderni circuiti integrati” è stato sottolineato. La supply chain, è stato inoltre discusso, “è estremamente distribuita geograficamente e ciò la rende sensibile alle instabilità politiche” e “la produzione dei circuiti integrati è basata su apparati e strumenti software prodotti da poche multinazionali ed i materiali necessari per il processo di produzione sono spesso reperibili in poche parti del mondo”.

La fragilità di questo settore non dipende solo dalla delicatezza della relativa filiera logistica (supply chain) ma anche dallo ‘shortage delle menti’, ossia dalla mancanza di ingegneri che possano progettare circuiti integrati, è stato un altro passaggio del confronto aperto dal professore Marco Re e coordinato da Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera.