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**Manovra: Draghi stoppa pressing partiti, no passaggio in Cdm, testo atteso al Senato**

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Roma, 9 nov. (Adnkronos) – Una riunione convocata di buon mattino per confermare, in gran parte, quanto già deciso nel Consiglio dei ministri che ha dato il disco verde alla legge di bilancio. Il premier Mario Draghi vede il capodelegazione del M5S Stefano Patuanelli, il ministro del Lavoro Andrea Orlando, il responsabile della Pa Renato Brunetta e alcuni esponenti del Mef. Assente il titolare dell’Economia, Daniele Franco, impegnato a Bruxelles. L’impianto del reddito di cittadinanza, al centro del confronto, viene confermato nella versione uscita dal Cdm del 28 ottobre scorso: dunque decalage a partire dal primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, mentre scatta lo stop all’assegno dal secondo no (finora la sospensione partiva dal terzo rifiuto). Cambia invece ‘opzione donna’ rispetto a quanto stabilito a fine ottobre: salta infatti la soglia anagrafica di 60 anni per le uscite delle lavoratrici, viene riportata a 58 per le dipendenti e a 59 per le autonome, com’era previsto finora. Una buona notizia per tutti.

Intanto nella sala Capitolare di Piazza della Minerva Matteo Salvini vede i suoi per fare il punto sulla manovra. E chiede a gran voce l’aumento “delle pensioni d’invalidità andando a tagliare i furbetti del reddito di cittadinanza”, nonché l’incremento “della flat tax, la tassa ridotta per partite Iva, autonomi e piccoli imprenditori fino a 100mila euro di fatturato”. Perché sarà il Parlamento a dover dettagliare come impiegare gli 8 miliardi in legge di bilancio destinati al taglio delle tasse. E, c’è da scommetterci, ci sarà da battagliare parecchio.

Intanto crescono i rumors su una nuova cabina di regia, propedeutica a un ulteriore passaggio della manovra nel Cdm di domani. Non per un secondo via libera, ma per un mero passaggio tecnico, “perché il testo è cambiato ed è inevitabile”, sostengono fonti di governo. Ma se nuovo Cdm deve essere, allora che si riveda qualche altro tassello dell’impianto, chiedono i grillini: se dal Consiglio dei ministri bisogna passare, Draghi e i suoi cancellino subito il tetto di 25mila euro di Isee per il superbonus villette. Ci pensa Palazzo Chigi a stoppare voci e brusii: “si fa presente che il disegno di legge di Bilancio è stato approvato formalmente dal Consiglio dei Ministri nella riunione di giovedì 28 ottobre. Per questo motivo non si rende necessario alcun nuovo passaggio o esame in Cdm”. Il testo andrà dritto in Senato per l’avvio dell’iter parlamentare, ma al momento non si è ancora visto. Domattina, assicurano fonti del Mef, dovrebbe finalmente approdare a Palazzo Madama.

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