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Mafia: pg trattativa, ‘pentito Riggio va creduto, con lui lo Stato vicino ad arresto Provenzano’ (2)

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(Adnkronos) – Il pentito Pietro Riggio di recente, parlando con i pm di Caltanissetta, ha accusato un ex poliziotto ed ex agente dei servizi segreti, Giovanni Peluso, di avere avuto un ruolo nella strage di Capaci. Anche se, pur collaborando dal 2009, ha fatto il nome dell’ex agente dei servizi segreti solo molti anni dopo. “Fino ad oggi – aveva spiegato Riggio – avevo avuto paura di mettere a verbale certi argomenti, temevo ritorsioni per me e per la mia famiglia. Ma, adesso, credo che sia venuto il momento di parlare”. Ha così raccontato, anche al processo Capaci bis di Caltanissetta: “Nel 1999 mi venne chiesto di far parte di una task force per la cattura di Bernardo Provenzano. Me ne parlarono Giovanni Peluso e Giuseppe Porto”. “Al momento della mia collaborazione quando mi trovai a Santa Maria Capua a Vetere, dopo cinque giorni, venni ascoltato dal Gip”. Dopo alcuni mesi “si cominciò ad attivare una attività per la cattura di Provenzano” che all’epoca era ancora latitante. “Questi contati avvengono tra me e Giovanni Peluso” un ex poliziotto “e Giovanni Porto”. Quindi, secondo Riggio all’interno dello stesso carcere, “fu creato un progetto di fare una specie di task force, su proposta di Peluso” per “giungere alla cattura di Provenzano e quindi dare tutte quelle che erano le indicazioni di mia conoscenza affinché ciò avvenisse”. Ma di più non volle aggiungere “perché ci sono indagini in corso”. E raccontava: “Io fui prelevato dal carcere militare nel luglio 1999 e questo rapporto fu istituzionalizzato”. “Fui prelevato da una macchina blindata bianca e accompagnato a Roma presso gli uffici della Dia. Lì conobbi un colonnello dei carabinieri, Angiolo Pellegrini, e un altro soggetto, che ho conosciuto come zio Tony, Antonio Miceli”.

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