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Mafia: pg trattativa, ‘omessi i nomi dei politici potenti nel primo dossier sugli appalti’

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Palermo, 7 giu. (Adnkronos) – “C’erano due dossier su mafia e appalti” dei Carabinieri del Ros, tra il 1991 e il 1992, e “nella prima informativa erano stati omessi i nomi dei politici, potenti, dall’allora ministro Calogero Mannino e Salvo Lima” che poi sono apparsi solo un anno e mezzo dopo. A dirlo, all’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, è il sostituto procuratore generale di Palermo Giuseppe Fici, nel corso della requisitoria del processo d’appello sulla trattativa tra mafia e appalti. Alla sbarra i boss Leoluca Bagarella e Antonino Cinà, l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno, tutti condannati a pene pesantissime per il reato di minaccia a Corpo politico dello Stato. Per Giovanni Brusca la corte d’assise dichiarò la prescrizione. Al dibattimento era imputato anche Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Condannato per calunnia ma il reato è stato dichiarato prescritto in appello.

Giuseppe Fici, presente anche il collega Sergio Barbiera, parla dell’informativa che fu presentata dai Ros una prima volta “il 20 febbraio del 1991 a Giovanni Falcone” e una seconda, “con i nomi dei politici, 19 mesi dopo, il 5 settembre del 1992”. “Nella informativa ‘mafia-appalti’ consegnata nelle mani di Falcone il 20 febbraio 1991 non erano inseriti i nomi dei cosiddetti politici di peso, tra questi quelli di Calogero Mannino ma neppure di Salvo Lima” che poi venne ucciso nel marzo del 1992 “per quanto dalle intercettazioni, tra cui quelle a Mannino e Lima, risultavano coinvolti nei fatti accertati”, dice il pg Giuseppe Fici nel corso della discussione davanti al Presidente Angelo Pellino. “Non vengono denunciati i grossi politici per quanto nelle intercettazioni risultassero significativi elementi a carico degli stessi”. “Il nome dei politici compare il 5 settembre 1992, dopo le stragi mafiose di quell’anno – dice ancora Giuseppe Fici – con i nomi di Mannino, Lima e Rino Nicolosi. Ma solo dopo che era esploso l’interesse dell’opinione pubblica sulla vicenda”. “Solo a seguire il nome di Mannino venne iscritto nel registro degli indagati. Dopo 19 mesi i nomi di Mannino, Lima e Nicolosi, erano presenti negli atti di intercettazione”. E aggiunge: “Il coinvolgimento di politici era stato oggetto di fughe di notizia già nella primavera 1991 e nell’estate 1992”.

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