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Mafia: pg trattativa, ‘omessi i nomi dei politici potenti nel primo dossier sugli appalti’ (3)

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(Adnkronos) – Dopo l’uccisione di Falcone, Borsellino, che all’epoca era procuratore capo a Marsala e dal marzo 1992 di nuovo alla procura di Palermo come procuratore aggiunto, decise di riprendere l’inchiesta riguardante il coinvolgimento di Cosa nostra nel settore degli appalti. Il 25 giugno 1992 Borsellino volle incontrare presso la Caserma dei Carabinieri Carini di Palermo, Mori e De Donno, ai quali chiese di sviluppare le indagini in materia di mafia e appalti riferendo esclusivamente a lui, sia dalle conversazioni avute dallo stesso Borsellino con Antonio Di Pietro, che allora stava conducendo le indagini sugli appalti al centro di Mani Pulite. Il 13 luglio 1992 i sostituti procuratori Lo Forte e Scarpinato stilarono la richiesta di archiviazione, vistata dal procuratore Giammanco e depositata il 22 luglio, solamente tre giorni dopo l’assassinio di Borsellino. E archiviata il 14 agosto 1992.

Solo dopo 19 mesi dalla prima informativa, il 5 settembre, la Procura venne a conoscenza dei nomi degli uomini politici, nel secondo dossier presentato dal Ros. Dove apparivano per la prima volta i nomi di politici del calibro di Lima, Nicolosi e Mannino. Con una informativa a firma delll’allora capitano del Ros Giuseppe De Donno, anche lui imputato nel processo sulla trattativa, “venivano per la prima volta riferiti l’esistenza ed il contenuto di intercettazioni telefoniche eseguite e in gran parte già trascritte nel 1990 e nel 1991, recanti la citazione di personalità politiche nazionali”. Secondo alcuni magistrati, tra cui Alberto Di Pisa, Borsellino sarebbe stato ucciso per il dossier mafia e appalti e non per la trattativa.

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