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Mafia: Fico, ‘ricordare Impastato significa portare avanti sua battaglia’

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Roma, 8 mag. (Adnkronos) – “Peppino Impastato aveva capito che non ci sarebbe stato alcun futuro per la sua generazione e per quelle successive se non fossero riuscite a liberarsi dal giogo di sopraffazione e intimidazione imposto dalla mafia. E pur consapevole dei pericoli per la sua incolumità, aveva deciso di non rimanere indifferente scegliendo la strada della ribellione ad un sistema che vuole tutti silenziosamente acquiescenti. La mafia lo uccise a Cinisi nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978. Aveva 30 anni”. Lo scrive il presidente della Camera, Roberto Fico, su Fb.

“La sua storia è emblematica per il fatto di essere stato lui stesso membro di una famiglia mafiosa ma di aver scelto una vita diversa da quella della malavita: un esempio anche e soprattutto per chi vive in contesti e famiglie vicine agli ambienti criminali, che ci dimostra come una via alternativa è sempre possibile”.

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