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Mafia: ex killer Avola depose al processo di Capaci ma i giudici non gli credettero

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Palermo, 29 apr. (Adnkronos) – Le dichiarazioni dell’ex killer di mafia Maurizio Avola, ex collaboratore di giustizia che ora sostiene di essere stato tra gli autori della strage Borsellino, lo scorso anno vennero ritenute piene di “evidenti mutevolezze e imprecisioni” dai giudici del processo di Capaci bis che si è celebrato a Caltanissetta. In quella occasione Avola, interrogato dalla difesa di uno degli imputati, disse: “Nel ’92 ho conosciuto un esperto di esplosivi a casa di Aldo Ercolano. Era poco più alto di 1.80, robusto, capelli scuri. Vestiva elegante. Mi dicevano che era venuto per dirci come si preparava un esplosivo. Aveva la parlata tipica dell’italo americano. Mi fu presentato come appartenente alla famiglia mafiosa americana di John Gotti. Ci disse come funzionava questo esplosivo potentissimo, come piazzarlo, come ottenere le frequenze giuste e l’utilizzo del detonatore. Mi fu presentato perché doveva partecipare alla strage di Capaci”.

Già in passato Avola, che con le sue dichiarazioni ha fatto riaprire le indagini sulla morte del giudice Antonino Scopelliti, era tornato a parlare della strage di Capaci offrendo ulteriori elementi rispetto alla già nota consegna dei telecomandi che sarebbero stati utilizzati da Brusca. Negli anni Novanta, infatti, Avola aveva ammesso di aver portato dell’esplosivo T4 a Termini Imerese senza sapere quale sarebbe stato il suo utilizzo, nell’ultimo anno il pentito catanese, che si trova in carcere da oltre 20 anni, ha aggiunto altri dettagli: “L’esplosivo era morbido, della consistenza del pongo. Era all’interno di bidoni utilizzati per le olive. Non so quale fosse la marca di esplosivo che era contenuto nelle casse che portammo a Termini Imerese. Sicuramente c’era il T4, quello con la consistenza del pongo. Gli altri panetti erano un po’ più piccolini di forma tondeggiante e di colore marrone scuro. Non so dire se l’esplosivo che ho maneggiato sia il Semtex. Ercolano mi disse di preparare due di questi bidoni pieni”. E ieri sera, intervistato da Michele Santoro, ha detto di avere partecipato in prima persona alla strage Borsellino, sistemando i panetti di esplosivo nella 126.

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