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Mafia: De Raho, ‘sviluppo su fronte economico, inquinamento economia legale’

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Roma, 15 feb. (Adnkronos) – “Lo sviluppo delle mafie è, dunque, sul fronte economico”. Lo dice in un’intervista all’Istituto di studi politici economici e sociali dell’Eurispes, il procuratore anti-mafia e anti-terrorismo Federico Cafiero De Raho rilevando che “è motivo di profonda preoccupazione: l’inquinamento dell’economia legale” e che “i tavoli interistituzionali sono fondamentali, come quelli che la Dnaa ha con la Guardia di Finanza, con l’Agenzia delle Dogane, con l’Uif, diverse specializzazioni che permettono di avere risultati concreti perché fanno lavorare insieme le diverse competenze e capacità”.

“Le mafie – ricostruisce De Raho – hanno iniziato a controllare i territori d’origine attraverso organizzazioni dotate di una struttura militare, capace di incutere timore, con minacce e intimidazione – spiega- Dagli anni Settanta le mafie hanno iniziato a comprendere che avevano bisogno di sviluppare forme organizzate per il reinvestimento del danaro proveniente dalle attività illecite. Reinvestire i proventi criminali significava strutturarsi sul territorio per esprimersi con soggetti economici propri, contigui”.

Il procuratore nazionale anti-mafia spiega: “Originariamente le mafie si servivano di parenti”, poi “hanno provveduto a trovare forme più evolute: intermediazione, mediazione, interfaccia capace di mimetizzare la provenienza criminale dei capitali. La struttura economica e imprenditoriale si è andata ad accompagnare a quella militare. Quest’ultima ha operato sempre più con forme indirette di coazione” avvalendosi di “reti di società di servizi, falsa fatturazione, forniture a prezzi ribassati, attività che permettono di entrare in contatto con ulteriori società e quindi infiltrarsi sempre più profondamente e aggregare società che apparentemente sono sane, e che usano false fatturazioni per migliorare i loro profitti”.

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