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M5S: sgomento vertici per Grillo indagato, ‘brutta grana, non ci voleva…’

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Roma, 18 gen. (Adnkronos) – Sgomento e sconforto. E tanta, tanta preoccupazione. La notizia di Beppe Grillo indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di traffico di influenze illecite piomba come un macigno sui gruppi parlamentari M5S, già tesi per la partita del Quirinale giunta ormai al fischio di inizio. La notizia rimbalza sugli smartphone, si rincorre tra Camera e Senato dove in molti temono ripercussioni. Sul futuro del Movimento, in calo di consensi, ma anche sul dossier Colle. Perché il timore è che le fibrillazioni dei gruppi parlamentari possano implodere la settimana prossima, quando l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale entrerà nel vivo. Con possibili conseguenze – se il nome di Mario Draghi dovesse avanzare – anche sulla tenuta del governo e sul futuro della legislatura.

In molti, nei giorni scorsi, confidavano in un intervento di Beppe Grillo, silente sul Quirinale coi suoi, nel caso in cui le cose si fossero complicate per i 5 Stelle e per Giuseppe Conte. Anche per questo l’inchiesta che lo vede coinvolto preoccupa le file di deputati e senatori, ma terremota anche i vertici pentastellati: “una brutta grana, non ci voleva”, lo sfogo ai piani alti del M5S. Dove, al momento, quasi tutti tacciono sulla vicenda. In pochi commentano anche tra deputati e senatori. Stasera non mancherà di spendere una parola di conforto per Beppe Grillo un ‘big’ ma ormai ex 5 Stelle: Alessandro Di Battista, ospite di Giovanni Floris a ‘Di Martedì’.

“Noi membri Commissione trasporti su questo tema abbiamo sempre adottato una linea dura, e non abbiamo subito alcun tipo di pressioni. Quando c’era da essere critici nei confronti dell’azione di ‘Moby’, lo siamo stati. Con Grillo non abbiamo mai parlato di emendamenti e da lui non è arrivata nessuna richiesta”, risponde all’Adnkronos la deputata Mirella Liuzzi, già sottosegretaria allo Sviluppo economico nel secondo governo Conte.

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