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M5S: Di Battista, ‘pronto a confronto con Conte ma resta mio no a Draghi’ (2)

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(Adnkronos) – Di Battista motiva la sua scelta di restare “dall’altra parte della barricata” finché Draghi sarà alla guida dell’esecutivo. “Credo nella piccola e media impresa – scrive – ed il governo di oggi è a trazione Confindustria. Non ho mai sostenuto l’alleanza strutturale con il PD non per fantomatiche nostalgie salviniane (figuriamoci, Salvini, ancor di più oggi, con la richiesta di modificare la legge sui pentiti – che a mio avviso è un regalo bello e buono alla mafia – è diventato, insieme a Renzi, il mio principale avversario) ma per ragioni politiche. Proprio ieri il segretario del PD Letta, che giorni fa è salito sul palco pro-Israele insieme a Salvini e Tajani (e ahimè anche un esponente del M5S), ha dichiarato: ‘dobbiamo accogliere più migranti, serve manodopera’. Ecco io credo che questa linea, la stessa di Confindustria tra l’altro, sia inconsapevolmente razzista. L’accoglienza interessata è l’altra faccia dello sfruttamento”.

“Fino a che le parole d’ordine saranno ‘accogliamo perché abbiamo bisogno di manodopera, perché li possiamo pagare meno degli italiani, perché ci pagano le pensioni’ etc, etc non si affronteranno mai le cause strutturali che impoveriscono gli africani costringendoli alla fuga e che impediscono ai giovani italiani di costruirsi una vita dignitosa con famiglia annessa. Credo nell’ambientalismo vero e non in quello di facciata, o sporco, o di establishment. Proprio oggi Il Fatto pubblica i dati forniti dal network Green recovery tracker sugli investimenti nella transizione ecologica nei recovery europei. In Italia solo il 18% della spesa sarà veramente green. In Germania il 38%, in Francia il 23%, in Spagna il 32%. Ma come, il M5S non ha deciso di sostenere il ‘governo di tutti’ per controllare il recovery e per piazzare la transizione ecologica? Come la si piazza, con le trivelle, con gli inceneritori, con il mini-nucleare? Con il ponte sullo Stretto?”, chiede polemico Di Battista.

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