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Lyles: “Non so chi sia Mennea”. Poi consiglia Jacobs sul futuro

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(Adnkronos) –
Noah Lyles e una frase che in queste ore sta facendo discutere, non poco, il mondo dell'atletica: "Pietro Mennea? Sono appassionato di storia dell’atletica, anche di quella al di fuori degli Stati Uniti. Ma non arrivo fino agli anni 70. Mi spiace, non so chi sia". Il fuoriclasse americano dello sprint, oro iridato nei 200 metri per la quarta volta consecutiva, ha parlato così in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Affermando di non conoscere il campione olimpico della sua specialità (ed ex primatista mondiale) a Mosca 1980.  Nel corso dell'intervista, Lyles ha parlato anche di Marcell Jacobs e dell'ipotesi di un ritiro del campione azzurro: "Mi piacerebbe parlargli di persona per capire come sta davvero. È una cosa molto personale, non entro nel merito. Posso solo suggerirgli di pensarci bene. E se fosse un problema di infortuni, di rimanere tranquillo, curarsi e riprovarci. Magari si tratta solo di modificare qualcosa nell’assetto di corsa". Non mancano le frecciate agli avversari: "Vinco a livello psicologico? I miei rivali sono costretti ad andare a tutta sin dai primi metri per provare a infastidirmi. Ma così si suicidano. Se passi ai 100 in 10”03, come ha fatto Levell, e non mi batti, vuol dire che fai degli errori". Per il futuro prossimo, nel mirino c'è il record sulla distanza di Usain Bolt: "Mi piacerebbe creare l’occasione giusta per andare a caccia del 19”19 del record del mondo di Bolt". Insomma, sfida lanciata. Come al solito, a modo suo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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