Luxy, in 2022 obiettivo +15%. Cornetto Bourlot: “M&A? Ci guardiamo attorno”

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Milano, 27 gen. (Adnkronos) – “Il 2021 si è chiuso con un fatturato in crescita di circa il 15% e abbiamo un obiettivo per il 2022 di un ulteriore 15% di crescita. Noi abbiamo sempre una disponibilità a guardare l’M&A, per cui dobbiamo trovare qualcosa che sia innanzitutto compatibile ma che ci arricchisca non solo in termini di top line, ma anche di competenze, know-how e risorse umane. Per cui da questo punto di vista siamo abbastanza attivi e ci guardiamo attorno”. Giuseppe Cornetto Bourlot ha progetti ambiziosi per il futuro. Il presidente di Luxy, azienda di sedute del Vicentino che esporta in oltre 40 Paesi del mondo, sui cui prodotti si sono seduti persino i leader del G7, oltre alla potenziale crescita esterna, punta, parimenti, a quella interna, 100% Made in Italy.

“Abbiamo un’importantissima quota a budget di investimenti per Ricerca & Sviluppo che sfiora il 20% del fatturato dell’azienda – spiega all’Adnkronos -. Estendiamo il nostro approccio innovativo a tutto, dal prodotto, al marketing, alle attività digitali. Questa è una modalità di crescita per gli interni in cui diamo anche forza alle persone che lavorano per noi e che hanno la possibilità non solo di continue di interrelazione e l’apertura di nuovi orizzonti, ma anche di vedere arrivare in azienda continuamente nuovi talenti, come abbiamo fatto con Flaminia Riccioni Capelli, la nuova responsabile Marketing”.

Oltre all’ancoraggio italiano, è anche all’estero che l’azienda continua a guardare tra i nuovi mercati di sbocco. “Abbiamo una presenza piuttosto capillare, considerato che abbiamo già lavorato in tutto il mondo, e fatto aeroporti in America Latina o in Far East – sottolinea Cornetto Bourlot -. Luxy è una piccola azienda, ma con una ramificazione forte nel mondo. Abbiamo una sede nella city di Londra, funzionale sia allo sviluppo con i Paesi dell’est, che con il Middle e naturalmente con i Paesi anglofoni e gli studi di architettura. Sede che venne aperta quando eravamo già a cavallo della Brexit, per cui venne confermato l’investimento e ad oggi abbiamo delle persone e una struttura in questo senso che ci danno una proiezione internazionale”.

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