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Libia: le lacrime del pescatore senegalese, ‘trattati malissimo, tenuti con la faccia al muro’

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Mazara del Vallo (Trapani), 21 dic. (Adnkronos) – “Ci hanno trattati malissimo, non ci picchiavano ma minacciavano di farlo. Gridavano, ci facevano mettere con la faccia al muro. E’ stato un incubo”. Non trattiene le lacrime il giovane pescatore senegalese sentito dai carabinieri del Ros nella caserma di Mazara del Vallo (Trapani) su delega della Procura di Roma che indaga sul sequestro dei 18 pescatori. Il ragazzo che preferisce non dire il suo nome scende dagli uffici della caserma con il viso molto provato. Non ha voglia di parlare. Riesce a raccontare in un italiano molto stentato le angherie subite in carcere in Libia. “Ci facevano fare la pipì in una bottiglia – dice con un soffio di voce – è stato terribile. Abbiamo dormito tre mesi a terra, senza un materasso o un cuscino”. Poi le lacrime prendono il sopravvento e se ne va lasciando la caserma in bicicletta.

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