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**Letteratura: è morto José Manuel Caballero Bonald, poeta e romanziere spagnolo**

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Madrid, 9 mag. – (Adnkronos) – Lo scrittore spagnolo José Manuel Caballero Bonald, acclamato poeta e romanziere noto per la sua costante preoccupazione per i problemi sociali e allo stesso per le ricche di notazioni autobiografiche, è morto nella sua casa di Madrid all’età di 94 anni dopo una lunga malattia, afflitto da tempo da un tumore alla pelle. L’annuncio della scomparsa, come riferiscono i mass media spagnoli, è stato dato questa mattina dalla moglie Josefa Ramis, che aveva sposato a Maiorca 61 anni fa e dalla quale ha avuto cinque figli. Nel 2012 gli era stato conferito il Premio Miguel de Cervantes, considerato il Nobel della letteratura spagnola, per l’insieme della sua opera e coronamento di una prestigiosa carriera. Caballero Bonald ha ricevuto anche il Premio nazionale delle Lettere spagnole nel 2005, il Premio nazionale di Poesia nel 2006 e il Premio Francisco Umbral nel 2016. La sua poesia si segnala per una costante ricerca sul linguaggio e per lo stile barocco.

Nato a Jerez de la Frontera l’11 novembre 1926, Caballero Bonald era uno degli ultimi grandi rappresentanti della mitica Generazione degli anni ’50, il gruppo di intellettuali che comprendeva tra gli altri Juan García Hortelano, Rafael Sánchez Ferlosio, Ignacio Aldecoa, Carmen Martín Gaite, Jesús López Pacheco, Armando López Salinas, Luis Martín Santos e Ana María Matute. Una selezione della produzione di Caballero Bonald è stata pubblicata in italiano nell’antologia “Poesie scelte (1952-2005)” (Mauro Pagliai Editore, 2006), curata da Francesco Luti e introdotta da una nota di Gaetano Chiappini. Jaca Book ha pubblicato il suo saggio “Spagna in fiesta” (1994). Tra i suoi romanzi spicca “Campo de Agramante” (1992), un sorta di omaggio a due dei massimi rappresentanti della letteratura italiana e spagnola, Ariosto e Cervantes, costruito su una flessibile trama oscillante tra quotidianità e meraviglioso.

Caballero Bonald esordì come poeta con “Las adivinaciones” (1952), raccolta di versi che evidenzia una ricerca della parola esatta attraverso un uso attento e profondo della lingua e sviluppa il tema principale del ‘tempo’ inteso nelle sue multiple sfaccettature. E il tempo appare anche nel titolo della seconda raccolta “Memorias de poco tiempo” (1954), dove affiora l’incertezza sull’incapacità della parola di fungere da salvatrice per l’uomo, e la parola stessa si fa più ermetica e dosata.

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