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Lavoro: Oddati-Furfaro, ‘da Bonomi inopportuno attacco a Orlando’

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Roma, 21 ago. (Adnkronos) – “L’attacco del Presidente Confindustria Bonomi al Ministro Orlando, reo di cercare di frenare i comportamenti scorretti delle imprese che delocalizzano e licenziano (a danno anche di quelle che restano, investono e assumono), è totalmente fuori luogo”. Così Nicola Oddati e Marco Furfaro della direzione nazionale del Partito Democratico che hanno commentato le parole del numero uno di Confindustria.

“Il nostro Paese – hanno proseguito – è in un momento difficile e ha bisogno di una classe dirigente che si confronta per trovare le soluzioni migliori per un Paese più giusto e che allo stesso tempo garantisca crescita economica e nuovi posti di lavoro. Una necessità decennale di un Paese che ha la necessità di stimolare, da una parte, un sistema imprenditoriale verso l’innovazione, l’apertura di nuove nicchie di mercato, la ricerca, il rinnovo del prodotto, e dall’altra di limitare i comportamenti scorretti di quelle imprese che per mero profitto lasciano a casa centinaia di lavoratori. Il Ministro sta facendo ciò è giusto e ciò che un governo non subalterno a poche lobby dovrebbe fare: tutelare il sistema Paese nel suo complesso, sia esso imprese o lavoratori. In Italia, centinaia di migliaia di imprenditori e di imprese soffrono a causa di meccanismi conservativi, atti più a tutelare chi occupa grandi fette di mercato anziché chi investe, assume, fa ricerca, si mette in gioco”.

“Il tema – puntualizzano – oggi non è sanzionare o punire qualcuno. Il tema è semmai quello di garantire che i lavoratori di imprese con utili in attivo non finiscano per strada per una questione di brutale maggiore profitto, come sta accadendo per tante e troppe imprese nel nostro Paese, a danno di chi invece investe, innova e non licenzia. Una situazione ingiusta che va limitata e scoraggiata. Per questo esprimiamo la nostra vicinanza al Ministro Orlando per il lavoro che sta facendo e invitiamo il Presidente Bonomi a confrontarsi su come innovare il sistema Paese e non solo su come difendere l’indifendibile”, hanno concluso.

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