La pm Vaccaro: “Alle vittime di violenza sessuale serve tempo per denunciare”
Palermo, 21 apr. (Adnkronos) – “Nella mia lunga esperienza ho conosciuto donne che hanno avuto bisogno anche di anni per riconoscere a se stesse, e poi ad un magistrato, di essere state vittime di un abuso sessuale, di una violenza, in ambito familiare, o subiti da un amico”. A parlare, in una intervista esclusiva all’Adnkronos è il Procuratore aggiunto di Palermo Laura Vaccaro, che coordina il Dipartimento per le fasce deboli, che si occupa anche di violenze sessuali e stalking. “L’esperienza ci insegna che quanto più la condotta violenta subita si insinua nel tessuto di una frequentazione con la vittima, tanto più viene ritardato il momento della presa di coscienza di essere vittime di un reato, e, quindi, tanto più sarà ritardata la reazione e, quindi, la denuncia della vittima, ciò perché lo stupratore, come lo stalker, piuttosto che il compagno maltrattante , sono, purtroppo, soggetti vicini alla vittima”, dice. E ricorda anche i “sensi di colpa” che spesso accompagnano una vittima per “essersi fidata” del suo stupratore.
“Mi sono insediata come Procuratore Aggiunto soltanto lo scorso 18 dicembre – dice il magistrato – la mia esperienza alla Procura di Palermo è recente ma in realtà da più di 20 anni mi occupo di reati in danno delle cosiddette fasce deboli”. Laura Vaccaro si occupa di violenze sulle donne e sui minori da molto tempi, sia nel periodo in cui ho lavorata come sostituto procuratore proprio a Palermo, sia nella precedente esperienza lavorativa alla Procura ordinaria di Caltanissetta, sia in questi ultimi sei anni, come capo della Procura minori di Caltanissetta.

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