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Israele: ministri, sostegno a Netanyahu in caso sospensione riforma giustizia

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Tel Aviv, 27 mar. (Adnkronos/Dpa/Europa Press) – Almeno tre ministri del Likud, il partito guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, hanno annunciato il loro sostegno al capo del governo nel caso decidesse di sospendere la riforma giudiziaria. Il primo a farlo è stato il ministro della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, che ha dichiarato che pagheranno “a caro prezzo” il fallimento del provvedimento, esprimendo anche la necessità di sostenere il premier se “deciderà di fermare la riforma per evitare la rottura creatasi nella nazione”.

“La riforma del sistema giudiziario è necessaria ed essenziale, ma quando la casa prende fuoco non si chiede chi ha ragione, ma si versa acqua e si salvano gli occupanti”, ha aggiunto. Facendo seguito alle parole di Zohar, il ministro per l’Uguaglianza sociale Amichai Chikli ha suggerito di “disegnare una rinnovata tabella di marcia per il proseguimento della legislazione, presentandola pubblicamente e fissando in anticipo le regole del gioco. Non abbiamo alcun vero motivo per affrettarci. Se crediamo nella capacità di guidare il Paese, dovremmo suonare un po’ di musica più calma e rallentare”.

Infine, il ministro dell’Economia, Nir Barkat, ha ribadito che “sosterrà il premier nella decisione di fermare e ricalcolare il percorso. Lo Stato di Israele è al di sopra di tutto. La riforma è necessaria e la faremo, ma non a costo di una guerra fratricida”, ha affermato sui social. I membri del governo hanno espresso questi commenti nel momento in cui più di 600.000 persone sono scese nelle strade delle principali città israeliane per protestare contro la decisione di Netanyahu di destituire il ministro della Difesa Yoav Gallant, che aveva pubblicamente chiesto di sospendere la controversa riforma giudiziaria per dare spazio al dialogo.