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Ismea: “In Europa prezzi carne bovina elevati per scarsa disponibilità”

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Roma, 25 lug. (Adnkronos) – In Europa la scarsa disponibilità di capi bovini maturi mantiene i prezzi a livelli elevati. Tuttavia, l’inflazione ha iniziato a incidere sul consumo di carne bovina in molti paesi, sebbene nell’Europa meridionale ciò sia parzialmente compensato dal buon inizio della stagione turistica. La situazione produttiva in Italia riflette le conseguenze dell’aumento dei costi di alimentazione, con l’avvio al macello di un maggior numero di capi da riforma e con la flessione del peso medio dei capi provenienti dai cicli di ingrasso. E’ quanto si legge nel rapporto Tendenze e dinamiche recenti Bovino da carne di luglio 2022 di Ismea.

I prezzi sono in evidente risalita e sopra le medie stagionali dei precedenti anni, trainati oltre che dall’aumento dei costi anche dalle dinamiche rialziste degli altri paesi europei. A giugno, i prezzi in allevamento per i vitelloni fanno registrare +22% su base annua e quelli delle vacche +33%. Importazioni di capi da ristallo in aumento del 12% rispetto al primo trimestre 2021 con spesa a +33%. In crescita anche gli arrivi di carni malgrado le elevate quotazioni riscontrate nei paesi fornitori: +7% i volumi nel primo trimestre con esborsi al + 37%. Nei primi cinque mesi del 2022, i volumi acquistati di carne bovina si sono contratti del 5,6% rispetto all’analogo periodo del 2021, con una spesa che è comunque invariata rispetto allo scorso anno (+0,1%). Crescono intanto gli acquisti di alternative alle carni a base vegetale: +14,8% dopo il +21% del 2021.

Infine, si legge, il clima di fiducia degli allevatori peggiora. A preoccupare gli allevatori sono soprattutto gli aumenti dei prezzi delle materie prime, che associati alla perdita di potere di acquisto dei consumatori potrebbe rilevarsi catastrofico per un settore da tempo in equilibrio precario.