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Infettivologo Falcone: “Batteri resistenti in aumento sfida di oggi e domani”

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(Adnkronos) – "Tra le sfide dell'infettivologia di oggi e del futuro, la più importante è l'antibiotico-resistenza. L'Italia è il Paese europeo, dopo la Grecia, che ha il più alto tasso di infezioni da batteri antibiotico-resistenti. Rappresenta una minaccia pubblica del presente, ma soprattutto del futuro, poiché il numero di batteri resistenti agli antibiotici sta aumentando non solo in ospedale, ma anche in comunità. Alcune infezioni banali, come la cistite nelle donne, presentano resistenze agli antibiotici di uso comune nell'ordine del 30-50% anche in giovani donne che non hanno mai assunto antibiotici. Chi si infetta con un batterio resistente agli antibiotici e prende un antibiotico tradizionale non efficace rischia complicanze, guarigione più lenta o evoluzione verso sepsi e shock settico". Così Marco Falcone, presidente congresso 'Top5 in Infectious Diseases' e segretario Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), oggi a Venezia spiega all'Adnkronos Salute i temi della terza edizione dell'evento di riferimento per l'infettivologia mondiale, che vede riuniti nella città lagunare fino al 28 marzo i massimi esperti internazionali per tradurre nella pratica clinica quotidiana le innovazioni che riguardano nuovi trattamenti, ma anche "tecnologie digitali e analisi dei dati che possono cambiare radicalmente la gestione delle infezioni, ma solo se vengono utilizzati in modo appropriato e integrati nei percorsi di cura".  Al congresso, continua l'esperto, "discuteremo dei nuovi antibiotici e delle strategie non antibiotiche, come la fagoterapia – cioè l'impiego di batteriofagi, virus selezionati che uccidono i batteri – gli anticorpi monoclonali sviluppati anche contro batteri multiresistenti e le strategie vaccinali che possano proteggere da queste infezioni resistenti" che in Europa causano ogni anno oltre 35mila decessi.  All'attenzione degli esperti internazionali ci sono inoltre "le linee guida mondiali sulla sepsi e sullo shock settico, pubblicate recentemente", illustra Falcone che è anche professore ordinario di Malattie infettive dell'università di Pisa e direttore della Uo di Malattie infettive dell'Aou Pisana. "Avremo una sessione dedicata con gli autori di queste guideline e dei focus sui funghi resistenti agli antifungini – precisa – Discuteremo anche dell'impatto della antimicrobial stewardship, cioè del corretto utilizzo degli antibiotici. A tale proposito, la British Society of Antimicrobial Chemotherapy porterà la propria esperienza per aiutare a migliorare l'approccio italiano". "La problematica dell'antimicrobico resistenza riguarda soprattutto le categorie più fragili: pazienti oncologici, onco-ematologici o immunodepressi in generale. Oggi infatti si utilizzano terapie immunosoppressive non solo per neoplasie o leucemie, ma anche per psoriasi, malattie infiammatorie intestinali, sclerosi multipla o artrite reumatoide. Queste persone sono più suscettibili alle infezioni e spesso, frequentando l'ospedale, acquisiscono batteri multiresistenti". Sottolinea Falcone all'Adnkronos Salute. "Lo sviluppo di farmaci innovativi in oncologia – aggiunge – allunga la sopravvivenza, ma può causare immunosoppressione, esponendo i pazienti a rischio di morte per complicanze infettive. Insieme alle società scientifiche degli oncologi, stiamo costruendo percorsi che integrano il controllo delle infezioni con l'innovazione terapeutica". 'Resistimit è un progetto multicentrico italiano nato sotto l'egida della Società italiana di malattie infettive, che include quasi 60 ospedali. Monitoriamo tutte le infezioni con un registro dinamico, con quasi 3.000 pazienti inseriti. Questi dati ci permettono di analizzare le infezioni da bacilli gram-negativi multiresistenti, identificare strategie e fornire informazioni alle istituzioni, come il ministero della Salute". Prosegue ancora Falcone. "Le infezioni – sottolinea – possono interrompere terapie oncologiche o trapianti e causare gravi problemi, come nel caso dei pazienti ustionati" nel rogo di Capodanno a Cras-Montana, "provenienti dalla Svizzera, che hanno avuto gravissimi problemi di infezioni ospedaliere, ma anche – aggiunge – nel caso sfortunatissimo del bambino" del Monaldi di Napoli, "in cui a compromettere l'esecuzione del secondo trapianto per sostituire il cuore danneggiato già impiantato, tra le controindicazioni, c'era anche l'infezione da Pseudomonas aeruginosa. Le infezioni rappresentano oggi una vera sfida della medicina avanzata". 
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