Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Acque aromatizzate: fanno bene o male? Cosa sono davvero e i miti da sfatare-Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)-WaveSpring: la "molla negativa" che triplica l'energia dalle onde del mare-Flint Paper Battery: la batteria di carta che non prende fuoco e si può compostare-Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH): l'eccellenza agrifood di Verona diventa una piattaforma nazionale-Argireline, l'attivo "effetto botox" in creme e sieri: cos'è, come agisce, funziona davvero ed è sicuro?-Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%-Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale

Industria, Biber (Aba): “L’Austria ha un tessuto industriale molto forte”

Condividi questo articolo:

Milano, 16 dic. (Adnkronos) – “Che l’Austria sia un paese fortemente industrializzato lo sanno in pochi. Siamo conosciuti soprattutto per il settore del turismo che però vale circa il 15% del pil, mentre il settore produttivo e il settore industriale valgono il 29%. L’Austria ha un tessuto industriale molto forte”. Sono le parole di Marion Biber, direttore per l’Italia di Austrian Business Agency (ABA) l’agenzia pubblica facente capo al Ministero Federale Austriaco del Lavoro e dell’Economia che da oltre 40 anni aiuta a titolo gratuito le aziende estere in ogni aspetto del loro percorso di internazionalizzazione e insediamento in Austria.

Il Paese si è affermato come una Business Location competitiva e anche se conta 9 milioni di abitanti il mercato è molto redditizio: “Abbiamo un PIL pro capite di 41.000 euro che ci riporta al quarto posto in Europa in termini di potere d’acquisto e anche la nostra posizione geografica, strategica e centrale in Europa, si pone come corridoio quasi naturale verso la grande Germania. Tante aziende la usano come mercato di test”

Tra i fattori che rendono l’Austria così attraente (ogni anno l’Austrian Business Agency supporta più di 300 insediamenti internazionali) “l’altissima stabilità strutturale del sistema paese” e la lunga storia di collaborazione tra sindacati e datori di lavoro. Elementi che consentono alle aziende di “poter programmare anche a lungo termine”. Da non sottovalutare la manodopera e l’accesso ai talenti: “L’Austria possiede uno spiccato approccio in campo tecnico e commerciale – spiega il direttore di Aba – l’alternanza scuola-lavoro è il pilastro fondamentale nella formazione scolastica austriaca. Inoltre, le università tecniche austriache sfornano ogni anno oltre 18.000 mila laureati nel campo Stem, un numero destinato a salire”.

A livello europeo il Paese si afferma così fra gli “innovation leader”, secondo l’European Innovation Scoreboard: “Per tanti anni i vari governi austriaci hanno riconosciuto l’importanza, per restare competitivi in un contesto globale, di sistemi di incentivazione per progetti di ricerca e sviluppo sia a livello universitario, ma anche soprattutto a livello aziendale. L’Austria oggi è un Paese leader in innovazione – sottolinea Biber, che aggiunge – Le aziende trovano supporto sia in termini di agevolazioni e di assistenza per progetti di ricerca e sviluppo, sia per il sistema fiscale, da gennaio 2023 la riforma fiscale abbasserà la nostra Ires da 25%, prima al 24 e poi, nell’anno 2024, al 23%”.

Nel Paese, le aziende possono accedere ai finanziamenti in ricerca e sviluppo tramite il “cosiddetto premio fiscale del 14% che è più di un credito d’imposta – fa sapere Biber – poiché l’autorità fiscale restituisce in cash, direttamente sul conto societario, l’equivalente degli investimenti sostenuti in ricerca e sviluppo. In più ci sono sovvenzioni dirette che possono arrivare fino a 50% dei costi sostenuti per il progetto di ricerca e sviluppo in un mix tra fondo perduto e crediti a tasso agevolato.”

Guardando all’operation, l’Austrian Business Agency offre consulenza completamente gratuita attraverso tutto l’iter dei progetti di internazionalizzazione: “A livello federale, possiamo fornire, per esempio, dati di mercato su un settore specifico o anche dare una prima consulenza legale e fiscale, fungiamo come “guida” al sistema paese, creando tutti i contatti utili. Siamo una S.r.l. privata detenuta nel ministero del Lavoro e dell’Economia e, con il nostro servizio di consulenza gratuito, il Governo austriaco mette a disposizione un incentivo non monetario per le aziende internazionali”