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Inchiesta covid, Bassetti: “Scelte sempre in buona fede”

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Roma, 5 mar. (Adnkronos) – ”In quel momento le scelte le facevamo al buio, io credo che il processo per quei giorni andrebbe fatto al virus”. Così Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive dell’Università degli Studi di Genova, a ‘Mezz’Ora in più’ su Rai3, parlando dell’inchiesta sul Covid che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di nomi eccellenti come l’ex premier Giuseppe Conte e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, oltre ai vertici della Regione Lombardia e dei componenti del Cts.

“Qualunque scelta fu fatta in buona fede – ha quindi sottolineato Bassetti – navigavamo al buio in un mare in tempesta. Non possiamo giudicare quei giorni con gli occhi di oggi ma dobbiamo farlo con gli occhi di allora che erano quelli di un Paese che per primo affrontava il covid”.

”Non abbiamo a oggi uno studio che ci metta a confronto la zona rossa verso non zona rossa. Io sono perfettamente d’accordo sul fatto che andava fatta e che andava fatta anche prima” ma ”siamo sicuri che la discussione su questo argomento debba essere fatta dalla procura e mettendo sul banco degli imputati una serie di persone cioè fondamentalmente tutti? Non è forse più giusto discutere di come è stata gestita la pandemia in Italia, non guardare solo Bergamo e quella settimana ma magari guardare i tre anni e andare a vedere le scelte all’inizio e durante?”, ha detto Bassetti. ”Si faccia una commissione parlamentare, bicamerale, dove tante persone dicono la loro e non solo quella di Cristanti che è un bravissimo professionista ma è uno, non è tutta la comunità scientifica”, ha aggiunto.

”Noi stiamo facendo un esercizio profondamente sbagliato nei confronti del nostro Paese, sa che cosa c’è sui siti dei principali quotidiani del mondo? – ha sottolineato – C’è l’Italia messa alla sberleffa, perché sembra che noi abbiamo fatto un grandissimo casino nella gestione del covid e invece io ne vado profondamente orgoglioso di quello che il nostro Paese ha fatto dal punto di vista medico, sanitario ma anche dei politici che hanno passato ore e notti a decidere se fare una cosa o farne un’altra”.

”Questa inchiesta messa così come è stata messa dà fiato ai no mask ai no vax e a chi dice che noi non abbiamo fatto le autopsie e che abbiamo ammazzato le persone”, ha affermato l’esperto.