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Guerra Ucraina, Di Maio: “Genocidio? Non abbiamo elementi per verificare”

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(Adnkronos) – Guerra Ucraina-Russia, “non abbiamo gli elementi per verificare se sia già o meno un genocidio”, ma “le atrocità sono otto gli occhi di tutti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenuto su Radio 24, ricordando “200 bambini morti, 2.000 civili ammazzati” dopo che il presidente americano Joe Biden ha usato la parola “genocidio” per le atrocità in Ucraina. “Siamo stati uno tra i primi Paesi al mondo a chiedere alla Corte penale internazionale di verificare tutti i crimini di guerra e – ha aggiunto Di Maio – attraverso l’Ue forniremo tutte le prove a nostra disposizione per verificare se ci siano stati dei crimini di guerra”. “Verificare – ha proseguito il titolare della Farnesina – tutti i responsabili dei crimini di guerra”.

Il ministro ha fatto riferimento agli orrori di Bucha e al “missile sulla stazione nell’est del Paese” e ha affermato che “quello che abbiamo visto” e “purtroppo ancora vedremo” è “atroce, terrificante”. Per questo, ha incalzato, “dobbiamo verificare tutte le responsabilità per assicurare alla giustizia internazionale i responsabili di queste atrocità”.

“Dobbiamo lavorare in questo momento per fermare il conflitto in Ucraina – ha poi sottolineato – perché dobbiamo temere l’escalation se non riusciamo a fermarlo. E per fermarlo abbiamo bisogno di riattivare quel processo di dialogo che avevano iniziato i turchi qualche settimana fa e che comprensibilmente dopo i fatti drammatici di Bucha si è fermato o in qualche modo è stato rallentato”. Ma “adesso dobbiamo necessariamente farlo ripartire”.

Secondo il titolare della Farnesina, “quel processo di dialogo tra Ucraina e Russia” è “l’unica strada che abbiamo per arrivare almeno a un cessate il fuoco”. Di Maio ha ribadito le “aperture importanti” da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha aggiunto che “adesso” è il presidente russo Vladimir Putin che “deve dimostrare di volere la pace”. “L’Italia – ha insistito – è pronta a essere uno dei Paesi garanti di questo accordo, come è stato riconosciuto da entrambe le parti”.

“Ci aspettiamo un intensificarsi del conflitto ulteriore a est nei prossimi giorni e speriamo che almeno la Pasqua ortodossa, una settimana dopo la nostra, possa essere un’occasione per convincere i russi ad arrivare a un cessate il fuoco”, ha poi aggiunto il ministro degli Esteri. “Ci stiamo lavorando – ha detto – perché è l’unica strada che abbiamo per evacuare i civili, per svuotare gli orfanotrofi, per mandare via i bambini da lì sotto le bombe russe”.

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