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Governo: su tavolo nodo semplificazioni, Draghi alla prova delle nomine

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Roma, 25 mag. (Adnkronos) – I nodi da sciogliere sul dl semplificazioni -a partire dalla norma del subappalto- ma anche la prova delle nomine, con i vertici di Ferrovie dello Stato e Cassa depositi e prestiti da indicare entro giovedì, nel segno della discontinuità e del cambio di passo. Un’altra settimana decisiva per il premier Mario Draghi, che a Bruxelles suona la sveglia al Consiglio europeo sul dossier migranti, “perché mettere a dormire un problema non lo fa sparire”, le parole con cui ha esordito mettendo il tema sul tavolo.

Intanto il presidente del Consiglio blinda la mediazione sui licenziamenti, che segna “un miglioramento considerevole – afferma – sia di una situazione che vedeva l’eliminazione pura e semplice del blocco, sia di una posizione che vedeva il mantenimento del blocco tout court fino a dicembre”. La soluzione individuata “è in linea con tutti gli altri Paesi europei che hanno preso questa strada”, mette in chiaro Draghi, confidando che “sia i sindacati che le imprese si ritrovino in questa mediazione”.

Un’altra, senz’altro complessa da individuare, va trovata sul dl semplificazioni, in particolare sulla liberalizzazione del subappalto, che ha indispettito M5S e Pd, oltre ai sindacati. Da Bruxelles Draghi precisa che quelle circolate nei giorni scorsi sono solo bozze, le norme non sono blindate. Fonti di governo sostengono che la norma che tanto ha fatto discutere potrebbe essere alleggerita, la soglia riportata al 40%. La decisione verrà presa in una cabina di regia che potrebbe tenersi già domani o al più tardi giovedì. Ma sulle semplificazioni, e in questo il premier è chiarissimo, il cambio di passo deve esserci e deve essere decisivo, come l’Europa si aspetta. Il decreto, il primo sul percorso serrato di riforme atteso dall’Ue, deve apportare “cambiamenti sollecitati dalla Commissione”, che siano “profondi. Io mi aspetto diversità di vedute – mette in chiaro Draghi – ma si tratterà di trovare un punto di incontro senza che venga naturalmente snaturato l’obiettivo principale di questo sforzo, che è quello di costruire un’Italia più equa, più competitiva, più capace di aumentare la produzione in maniera sostenibile, di aumentare l’occupazione”.

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