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**Governo: il Pd dall’ultimo tentativo con Conte alla resa, Letta ‘scelta contro l’Italia’**

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Roma, 20 lug. (Adnkronos) – E niente, quell’aggettivo è proprio una nemesi per Enrico Letta. “Domani? Mi sveglierò sereno. Son sicuro sarà una bella giornata”, aveva detto il segretario del Pd ieri sera alla Festa dell’Unità di Roma. Ventiquattro ore dopo il governo Draghi non c’è più. Colpito dai 5 Stelle, abbattuto da Lega e Forza Italia. Gli appelli del paese reale, dei sindaci. Il lavorio ininterrotto di ricucitura con i pentastellati o parte di essi, la scissione ‘governista’ dei grillini. La convinzione che il centrodestra non si sarebbe assunto la responsabilità di far cadere Draghi. Piani di azione e di lettura degli ultimi 5 giorni andati in fumo nel pomeriggio di “follia”, dice Letta, andato in scena dal Senato.

Il segretario Pd arriva a palazzo Madama quando già la giornata ha preso una piega pessima dopo l’intervento del capogruppo leghista Romeo che chiede il Draghi bis. Richiesta irricevibile per il presidente del Consiglio. Letta si infila al gruppo. Ci sono le due presidenti, Simona Malpezzi e Debora Serracchiani. Entrano ed escono ministri, senatori, deputati. Arriva Roberto Speranza. Poco dopo, dal gruppo M5S, arriva anche Dario Franceschini che aveva parlato con Federico D’Incà. Poi tutti e tre si spostano di nuovo dai pentastellati. Lì c’è Giuseppe Conte. Il colloquio dura poco. Conte appare ancora irrisoluto. Non c’è possibilità di recuperarlo.

Il resto avviene in aula. Il governo Draghi si sbriciola in diretta durante la chiama sulla fiducia. Letta interviene via social: “In questo giorno di follia il Parlamento decide di mettersi contro l’Italia. Noi abbiamo messo tutto l’impegno possibile per evitarlo e sostenere il governo Draghi. Gli italiani dimostreranno nelle urne di essere più saggi dei loro rappresentanti”, è il commento del segretario e una prima indicazione di linea. Poi ampliata da fonti del Nazareno che, alla follia di aver abbattuto Draghi e quindi l’avvio della campagna elettorale, forniscono un elemento in più. Lo stop ai 5 Stelle. Corresponsabili tanto quanto Lega e Fi. Fine del campo largo.

Oggi è stata una giornata drammatica per l’Italia. Le scelte di Lega e Forza Italia da una parte e del M5S dall’altra sono gravi, sbagliate”, si sottolinea dal Nazareno. Dopo averle tentate tutte, la resa di fronte alla decisione dei grillini. Ora, c’è da capire come presentarsi al voto. E sarà oggetto di discussione nei prossimi giorni. Parte dei dem è pronta a chiedere di aprire ai centristi, a Carlo Calenda e a Matteo Renzi. Sarà tema dei prossimi passaggi.

Letta stasera si ferma intanto a quanto accaduto e marca la differenza del Pd dando già una linea alla campagna elettorale: “Gli italiani guardano sgomenti alle loro istituzioni, al Parlamento e al Senato e a forze politiche che hanno anteposto i loro interessi” e “sceglieranno tra chi ha affossato il governo e chi ha voluto portarlo avanti”. Il Pd vs Lega, Fi e 5 Stelle. Colpevoli di mandare all’aria aiuti per gli italiani e riforme. “Se penso ai 19 mld del Pnrr che non arriveranno e alle riforme che non si faranno”, rimarca Letta.

Ora i tempi sono stretti per organizzare l’offerta elettorale. “Credo che andremo alle elezioni rapidamente” e la campagna elettorale avverrà in una “condizione molto difficile” per l’Italia. “Sarà una campagna elettorale estiva, che temo avvenga in una condizione molto difficile per il nostro Paese. Fuori da un governo forte e solido come era questo temo che avremo una condizione molto complicata”, è la previsione del segretario dem.