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Governo: D’Incà prova a sminare crisi, confronto con gruppi per evitare fiducia (2)

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(Adnkronos) – Mentre al Senato va avanti la discussione generale sul dl Aiuti, fuori dall’Aula a tenere banco in Transatlantico è il tentativo di mediazione in extremis messo in atto dal ministro M5S, Federico D’Incà, per sminare la crisi evitando il voto di fiducia. Il ministro stamattina, prima dell’inizio dei lavori, ha sondato i capigruppo di maggioranza per verificare la possibilità di un accordo politico per arrivare al via libera del decreto -che scade il 16 luglio- con un esame in tempi contingentati senza porre la fiducia.

Un tentativo, si spiega, di cui il premier Mario Draghi è stato informato in tutti i suoi passaggi. Tuttavia, in Transatlantico al Senato, c’è chi insinua che il presidente del Consiglio non sarebbe del tutto convinto della soluzione approntata dal ministro dei Rapporti con il Parlamento. Anzi il capogruppo di Iv, Davide Faraone, mette nero su bianco che palazzo Chigi non sarebbe stato affatto a conoscenza del ‘lodo D’Incà’.

“Trovo veramente incredibile che il ministro dei Rapporti con il Parlamento del M5S, all’insaputa del presidente del Consiglio Draghi, convochi i capigruppo di maggioranza al Senato, per chiedere se sono d’accordo a votare il dl Aiuti senza mettere la fiducia, esaminando i singoli emendamenti e mettendo a rischio più di 24 mld di aiuti agli italiani”, denuncia Faraone. Mentre un senatore d’esperienza osserva: “Occhio che certe operazioni o le sai fare o rischi di fare peggio…”.

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