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Governo: Di Battista, ‘Draghi e moltiplicazione pani e pesci, per ora solo titoli derivati’ (3)

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(Adnkronos) – “Il 17 marzo del 2018 Mario Draghi, allora governatore di Bankitalia, firmò la lettera con la quale venne autorizzata l’acquisizione da parte di MPS di Banca Antonveneta – prosegue Di Battista -. MPS la comprò dagli spagnoli di Banco Santander al triplo del suo valore. Quello fu l’inizio della fine. Per nascondere le perdite, la dirigenza di MPS, realizzò una serie di operazioni finanziarie (i famigerati derivati Santorini ed Alexandria) ritenute illegali dai giudici di Milano”.

“Per questo, l’8 novembre del 2019, sono stati condannati a pene altissime Mussari e Vigni, rispettivamente ex-presidente ed ex-direttore generale di Monte dei Paschi di Siena. L’infallibile Draghi sbagliò. Ma guai a ricordarlo, si rischia la lapidazione a mezzo stampa. Chi dovrebbe informare si dedica all’occultamento e chi informa viene occultato. Ad ogni modo i cittadini italiani hanno il diritto di sapere che una scelta sbagliata di colui che sta per diventare Presidente del Consiglio ha, di fatto, indebolito lo Stato”.

“Per evitare che MPS saltasse in aria, il Presidente Gentiloni e l’ex-ministro dell’economia Padoan, nel dicembre del 2016, vararono il decreto salva-banche. In pochi minuti trovarono 20 miliardi che servirono a coprire i buchi del sistema finanziario italiano. Quei soldi non li stampò mica Draghi. Quei soldi vennero messi a debito. Ovvero li dovrà ripagare il contribuente italiano. A questo punto la domanda è lecita. I debiti accumulati da MPS, anche grazie a quella scellerata acquisizione di Antonveneta avallata dal Governatore Draghi, sono debito buono o debito cattivo? Ricorderete infatti l’acutissima “intuizione” del debito buono e del debito cattivo teorizzata da Draghi al meeting di Comunione e Liberazione il 18 agosto scorso. I giornaloni descrivono il sermone di Rimini come fosse il discorso della Montagna. Forse inchinarsi serve a chi si inchina, ma non serve certo alla democrazia. Al contrario in democrazia, ancor di più in presenza di un governo di tutti, è fondamentale che vi sia qualcuno che si opponga. Anche a rischio di finire al rogo come eretico”, conclude Di Battista.

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