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Governo, De Falco: “Ministero del mare? Deve essere guida funzionale per tutti i trasporti”

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Roma, 4 ott. (Adnkronos) – “Confido in un Ministero del mare. Il mio auspicio è che sia costituito da persone in grado di capire che si tratta di una amministrazione che sugli altri trasporti dovrebbe esercitare una priorità logico funzionale”. Così all’Adnkronos il capitano di fregata Gregorio De Falco, capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno ai tempi del naufragio della Costa Concordia, che spiega: “La logistica deve partire dal mare per poi svilupparsi attraverso la distribuzione regionale italiana su gomma, ferro, aria. Dobbiamo ragionare in termini funzionali non di proprietà. Il Ministero del mare deve essere la guida e contenere all’interno in una logica funzionale il Ministero di tutti i trasporti”.

Secondo De Falco, senatore uscente, “bisogna rendersi conto che il 95 per cento dei prodotti che usiamo viene dal mare. Noi avremmo la possibilità di far crescere l’economia italiana e in particolare del Mezzogiorno rifornendo attraverso i porti italiani tutta l’Europa. Le navi quando escono da Suez e vanno nel nord Europa impiegano infatti 5-6 giorni in più rispetto a Gioia Tauro. Se l’Italia fosse attrattiva e competitiva sui tempi, tutte le merci potrebbero transitare dal nostro Paese ed essere diffuse in Europa con grossi vantaggi per noi economici e di ambientali. Il mare va proiettato in una logica funzionale dei trasporti, che lo vede protagonista rispetto alle diramazioni terrestri e ferroviarie. Noi invece siamo fermi alla distribuzione su gomma”.

Tre i capitoli di cui si dovrebbe occupare il Ministero del mare, secondo De Falco: “Sono trasporti, ambiente ed energia. Concentrati in un unico contenitore di competenze che altrimenti sarebbero sfrangiate. A partire dai rigassificatori di cui tanto si parla – fa presente- e che si potrebbero realizzare in tempi rapidi se ci fosse una unica amministrazione. L’importante è infatti dare agli operatori marittimi italiani un riferimento unitario”. Se ci fosse un Ministero del mare quale dovrebbe essere il rapporto con il comando generale delle capitanerie di porto? Sarebbero assorbite o si creerebbe un conflitto? “Il comando generale delle capitanerie di porto è perfettamente compatibile. Il Corpo delle capitanerie è tecnico amministrativo. C’è la possibilità per lo Stato di avvalersi di una componente di professionisti che possono agevolare. Le funzioni sono essenzialmente civili, quelle militari sono abbastanza residuali”. (di Roberta Lanzara)