Giustizia: Reale (Anm), ‘governo incapace di fare riforma, ok referendum ma no a controlli esterni’ (4)

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(Adnkronos) – “Io mi sono molto demoralizzato, perché non ho visto ancora questo scossone, questa reazione che io ritengo naturale e che vivo anche in maniera umanamente molto forte”, aggiunge il giudice Reale. Uno stato d’animo che secondo il magistrato “può influire sul quotidiano, io mi immedesimo nei panni dei magistrati più giovani. Come tutti i magistrati questo è un lavoro per il quale si fanno enormi sacrifici prima e, soprattutto, dopo gli studi. Io non mi devo confrontare ogni giorno con la correntocrazia, mi confronto con le controversie che devo risolvere. Ma penso ai giovani che sono disorientati e sfiduciati, perché comprendono le difficoltà di non avere punti di riferimento nelle Istituzioni, nei dirigenti degli uffici, nei gruppi associativi, scrutano tutte queste opacità e questo sistema rischia di essere per loro demotivante e demoralizzante”.

Parlando poi dell’intervista rilasciata dall’ex ministro Claudio Martelli, secondo il quale il cancro della magistratura sta nell’Anm e va estirpato”, il giudice Reale dice: “Per me la libertà di associazione è sacra e lo dice chi ha fatto della lotta al correntismo una sua ragione di vita. Il discorso per me non è eliminare l’Anm ma riformare le correnti”. “Se c’è un’azione forte da intraprendere questa è solo quella di impedire alle correnti di entrare nei palazzi istituzionali, affinché restino soltanto motori culturali di politica giudiziaria o di scambio di idee, luogo di confronto, ma non vuoti centri di potere, fonti di clientelismo, lottizzazioni e spartizioni, come i partiti politici”. E ribadisce che la proposta al Parlamento e al Governo della riforma della legge elettorale per il Csm “è condivisa da tutto il Gruppo di Articolo 101”.

“In termini di casualità con il sorteggio come forma di selezione per l’elettorato passivo e questo lo posso dire anche a nome del gruppo – spiega – E l’altra riforma che secondo noi è fondamentale è l’eliminazione del potere di nomina negli incarichi direttivi e semidirettivi da parte del Csm. Un criterio che consenta al magistrato con una certa anzianità di servizio di potere organizzare l’ufficio dove presta servizio per un periodo congruo, almeno due anni- La riforma Mastella ha gerarchizzato in maniera esagerata l’attività giurisdizionale e in generale anche l’organizzazione della magistratura all’interno degli uffici. Questo è un concetto che deve essere superato. Perché il magistrato, anche per Costituzione, anzi soprattutto per Costituzione, può differenziarsi dall’altro solo per le funzioni esercitate. Questo è l’assetto costituzionale della magistratura. Fa parte dello Statuto dell’indipendenza, interna ed esterna, dell’ordine dell’ordine giudiziario. Perché non puoi avere un capo, se non in termini di organizzazione dell’ufficio”. Intanto, le polemiche sulla magistratura non si placano. (di Elvira Terranova)

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