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**Giustizia: Pd critico su via abuso ufficio ma sindaci dem esultano ‘battaglia vinta’**

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Roma, 15 giu. (Adnkronos) – Le proposte del governo sulla giustizia dividono le opposizioni e segnano anche una sfasatura all’interno del Pd tra vertici nazionali e amministratori. Nello specifico sull’abuso d’ufficio. Se Sandro Ruotolo della segretaria di Elly Schlein denuncia la volontà di togliere “tutti i controlli di legalità” da parte della destra, per Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem, si tratta di una “battaglia vinta”. E in Parlamento si preannuncia un’opposizione in ordine sparso con il Pd freddo sull’intervento del governo come i 5 Stelle, mentre il Terzo Polo annuncia il voto a favore.

E’ lo stesso Carlo Calenda a metterlo nero su bianco: “Certo che voteremo” il ddl del governo sulla giustizia, “perchè c’è una pdl di Costa che è esattamente quello che il governo presenta. Sono riforme di buon senso, molto moderate, equilibrate, già proposte da noi. E’ molto difficile non votarle”. E sull’abuso d’ufficio osserva: “Il reato di abuso d’ufficio si presta moltissime interpretazioni, non è certo, di fatto porta alla paralisi amministrativa”. Di tutt’altro avviso Giuseppe Conte: “Dalle anticipazioni ricaviamo che la riforma introdurrà nuovi spazi di impunità, indebolendo i presidi contro la corruzione, oltre a colpire il diritto all’informazione. Abolendo l’abuso d’ufficio e limitando altri strumenti contro il malaffare si dimostra di non avere a cuore la tutela della legalità e del diritto alla giustizia”.

E anche tra i dem i giudizi sono critici. Osserva Walter Verini: “Dalle bozze che girano, siamo molto preoccupati per l’abolizione del reato di abuso di ufficio. Già oggi è ‘ ridotto all’osso’, ma rappresenta quello che si chiama reato spia per altri ben più gravi contro la pubblica amministrazione. Anche in materia di intercettazioni siamo preoccupati” perchè “le ulteriori ristrettezze che si annunciano rischiano di colpire fortemente un diritto costituzionale: la libertà di informazione”.

Per il senatore Pd, Alfredo Bazoli, quella del governo non è una riforma della giustizia ma “una proposta modesta, che contiene alcune gravi scelte, come l’abolizione integrale dell’abuso d’ufficio. Grave perché con l’abolizione integrale si butta via il bambino insieme all’acqua sporca. Il reato nel 2020 è già stato molto ridotto, così si rimane senza tutela per gli abusi della p.a. Occorre meglio precisare le responsabilità dei sindaci, senza togliere i controlli esterni”.

Ma gli amministratori di centrosinistra sembrano di tutt’altro avviso. Dice Ricci: “Sono 10 anni che tutti i sindaci italiani chiedono la revisione del reato di abuso d’ufficio. Il 98% dei procedimenti viene archiviato o c’è una assoluzione, c’è evidentemente qualcosa che non va nella formulazione stessa del reato. Nel frattempo prevale la paura per qualsiasi atto che si firma o si vota. A noi bastava la revisione del reato, il ministro Nordio ha deciso di abrogarlo. Lo riteniamo un fatto positivo e una battaglia vinta dai sindaci italiani”.

Mentre il sindaco di Milano, Beppe Sala, suggerisce al Pd “di non scagliarsi contro la riforma” dell’abuso d’ufficio e di guardare al tema in maniera “non ideologica” perché “tutti i suoi sindaci sono convinti che si debba mettere mano all’abuso d’ufficio. E parlo di sindaci con tessera del Pd”.