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Giustizia: Costa (Azione), ‘da Gratteri e Fatto fango su presunzione d’innocenza’ (2)

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(Adnkronos) – “Sarebbe questa la massima espressione del diritto di cronaca-dovere di informare? Recepire e basta? Scordarsi che dopo le inchieste ci sono i processi? Spegnere il rubinetto delle notizie quando finalmente si apre il dibattimento? La vera sentenza per molti giornalisti -continua Costa- è la conferenza stampa della Procura, perché la sentenza vera, quella pronunciata dopo il processo, non interessa più a nessuno. Perché le indagini sono presentate come un processo-inverso: si parte dalla sentenza-conferenza stampa, la si pubblica, la si scolpisce nell’opinione pubblica, poi forse – quando avrà letto gli atti – la difesa potrà controbattere”.

“E potrà farlo in un processo a questo punto senza riflettori, senza titoli, senza interesse. Ecco perché mi sono battuto per recepire la direttiva UE sulla presunzione d’innocenza, ecco perché ho presentato l’emendamento, accolto, sul diritto all’oblio per gli assolti, ecco perché ho proposto che fosse lo Stato a contribuire alle spese legali degli innocenti. Perché uno Stato di diritto deve essere attento, quando immerge una persona nell’ingranaggio della giustizia, a garantire che ne esca, se innocente, nelle stesse condizioni di reputazione e immagine di cui godeva in precedenza”.

“Ecco perché mi sento offeso da insinuazioni campate in aria. Perché conosco i numeri impietosi delle ingiuste detenzioni, soprattutto in determinate aree del territorio nazionale, e so anche che di fronte a questi numeri lo Stato paga ingenti risarcimenti, ma chi ha sbagliato continua serenamente la sua carriera. Se un cittadino avesse riservato ad una sentenza le stesse critiche che il dottor Gratteri ha dedicato alla legge sulla presunzione d’innocenza, al CSM sarebbero fiorite le pratiche a tutela. Noi non andremo a piagnucolare al CSM, né ci rivolgeremo al Guardasigilli o al Pg di Cassazione. Sarebbe del tutto inutile. Nel nostro Paese il diritto di critica è a senso unico”, conclude Costa.

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