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Gaza, media: negoziati Israele-Hamas “sull’orlo del collasso”

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(Adnkronos) – Sarebbero ''sull'orlo del collasso'' i colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Doha, con i negoziatori israeliani che avrebbero ''guadagnato tempo'' dopo la missione del premier Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. A rivelarlo alcuni funzionari palestinesi alla Bbc a condizione di anonimato, secondo cui Netanyahu avrebbe deciso di mandare a Doha una delegazione ''senza un mandato forte'' con lo scopo di rallentare deliberatamente i colloqui su Gaza. Della delegazione israeliana a Doha, infatti, non fanno parte i funzionari di più alto livello che hanno in precedenza preso parte ai colloqui. Non ci sono, ad esempio, il capo del Mossad David Barnea, il capo ad interim dello Shin Bet "Shin" e il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer, come riportato dalla radio dell'esercito israeliano. Al momento, ha spiegato un funzionario palestinese all'emittente britannica, i negoziatori stanno ancora discutendo delle richieste di Hamas di ritiro delle Idf dalla Striscia di Gaza e dalla distribuzione di aiuti umanitari affidati alle organizzazioni internazionali e non all'americana Ghf sostenuta da Israele. Intanto, sul fronte Iran, il primo ministro israeliano avrebbe detto al presidente americano Donald Trump di essere pronto a ordinare nuovi raid se Teheran andasse avanti con il suo programma nucleare. Trump, che si è detto preferire una soluzione diplomatica con Teheran, non si sarebbe comunque espresso contrariamente all'ipotesi di nuovi raid. E' quanto riferisce il Wall Street Journal a proposito del contenuto dell'incontro tra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti spera comunque di usare la minaccia di ulteriori attacchi per convincere l'Iran a firmare un accordo che gli impedisca di sviluppare una bomba atomica.  Un alto funzionario israeliano citato dal Wall Street Journal a condizione di anonimato ha detto che Trump potrebbe fare pressioni su Netanyahu affinché non colpisca l'Iran per preservare i colloqui diplomatici, ma Israele potrebbe non chiederebbe necessariamente un esplicito via libera americano prima di attaccare. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha intanto confermato che un missile balistico iraniano ha colpito il 23 giugno scorso una struttura chiave per le comunicazioni militari statunitensi presso la base aerea di Al Udeid in Qatar. Nell'attacco è stata colpita una cupola geodetica che ospitava apparecchiature di comunicazione americane di sicurezza. Quello del Pentagono è il primo riconoscimento ufficiale da parte degli Stati Uniti dei danni alla base, che funge da snodo centrale per le operazioni americane nella regione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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