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Forza Italia, in corso vertice Marina-Pier Silvio Berlusconi e Tajani: nuovo capogruppo e Congressi nodi sul tavolo

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(Adnkronos) – Lo svolgimento dei congressi di Forza Italia e il caso del nuovo capogruppo alla Camera al posto di Paolo Barelli, fedelissimo del segretario nazionale. Questi i due nodi principali sul tavolo dell'incontro in corso nella sede Mediaset di Cologno Monzese tra la famiglia Berlusconi e Antonio Tajani. Marina e Pier Silvio ascolteranno le proposte del numero uno azzurro sulle prossime mosse del partito. Alla colazione di lavoro anche Gianni Letta, storico braccio destro del Cavaliere, che sta svolgendo un ruolo di mediatore per la scelta del successore di Barelli.  Dopo una notte e una mattinata di contatti frenetici, incontri ma soprattutto telefonate, in pole ci sarebbe sempre Enrico Costa, uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, anche se ci sarebbero ancora delle riserve da parte di chi ricorda il suo passato politico prima nell'Ncd di Angelino Alfano e poi con Azione di Carlo Calenda. Le resistenze, raccontano, sarebbero legate anche al fatto che con la promozione di Costa, sarebbero troppi gli incarichi affidati a esponenti piemontesi (Gilberto Pichetto Fratin fa il ministro, oltre a Alberto Cirio che è governatore).  Tajani, dunque, sarebbe pronto a proporre Costa all'incontro di oggi, ma se la partita dovesse riaprirsi non si escludono sorprese, al punto da tornare alla casella zero. Secondo fonti parlamentari azzurre tra i papabili per il dopo Barelli ci sarebbe pure Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera. A pesare sugli equilibri interni e sui tempi dell'avvicendamento alla guida del gruppo a Montecitorio, raccontano, ci sarebbe anche l'exit strategy per Barelli. Per l'attuale presidente dei deputati di Fi si prospetterebbe un posto da sottosegretario nel governo Meloni scelto tra una delle cinque caselle tutt'ora vacanti. Intanto, si fa sempre più vivo il dibattito interno sull'opportunità o meno di celebrare i congressi locali, perché in gioco ci sarebbe di fatto il controllo del partito attraverso la sfida delle tessere. C'è chi spinge, infatti, per fare subito (prima dell'estate) le assise regionali e provinciali, come annunciato da Tajani e chi, invece, vorrebbe rinviarle a dopo la campagna elettorale per le prossime amministrative. Malumori si registrano in Campania e in Sardegna (dove sono spuntati dei documenti politici per chiedere la sospensione della stagione congressuale), ma anche in Lombardia.  Raccontano che, d'intesa con la famiglia Berlusconi, si sarebbe trovato un punto di caduta: niente stop, ma 'diluire' i congressi regionali e provinciali con un cronoprogramma preciso sotto una regia unitaria che garantisca anche la minoranza scongiurando un clima da resa dei conti interna. Da qui la scelta (per ora resterebbe solo un'ipotesi) di rinviare il Congresso nazionale a dopo le politiche per evitare ulteriori fibrillazioni.  Su questo tema si è espresso stamane il vicepresidente del Ppe ed eurodeputato forzista Massimiliano Salini che non mette in discussione la leadership di Tajani: "Quando c'è la necessità di fare un lavoro di rilancio della proposta, necessario come i momenti storici richiedono, farei qualcosa di più radicale e metterei a tema l'intera struttura del partito, come in alcuni casi il segretario Tajani ha detto, facendo un Congresso nazionale. E lo farei subito". Salini ha infine precisato: "Non è assolutamente immaginabile una leadership diversa da Tajani: in questo momento non ho la sensazione che ci sia nessuno sul campo che sia in grado di fare quanto fatto in questi due anni faticosi".   
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