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**Fmi: crescita Italia rallenta decisamente, fra guerra e inflazione**

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Roma, 1 ago. -(Adnkronos) – – La crescita dell’economia italiana “dovrebbe rallentare drasticamente e rimanere debole” a causa di diversi fattori, dalla guerra in Ucraina all’inasprimento della politica monetaria, dai problemi nella catena di approvvigionamento globale a una inflazione più elevata e persistente del previsto. Lo afferma il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto periodico sull’Italia in cui ribadisce le stime formulate di recente nel World Economic Outlook con una crescita del 3% nel 2022 in forte rallentamento allo 0,75% il prossimo anno. L’inflazione media annua dovrebbe raggiungere il picco nel 2022 al 6,75% e scendere gradualmente in seguito.

Il Fondo stima che negli anni successivi, con prezzi dell’energia in riduzione, l’Italia dovrebbe registrare una ripresa della crescita, rafforzata dalla spesa per investimenti pubblici nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Tuttavia, ammonisce la delegazione FMI, c’è una “incertezza elevata” sulle stime di base con i rischi al ribasso che “potrebbero influenzare concretamente le prospettive, complicando il compito di ridurre il debito pubblico”. I fattori di rischio sono un’ulteriore impennata dei prezzi dell’energia e un rapido inasprimento delle condizioni finanziarie che “potrebbero comprimere la crescita e pesare sugli sforzi di risanamento di bilancio”. Focus poi sulla necessità di “realizzare gli investimenti e le riforme del NRRP” perché eventuali ritardi “ridurrebbero il sostegno alla domanda, indebolirebbero i miglioramenti della produttività a lungo termine e ritarderebbero i finanziamento dell’UE”. Oltre al pericolo inflazione il Fondo sottolinea che “una sospensione completa delle importazioni di energia russe nei prossimi mesi potrebbe ridurre significativamente” il dato del Pil nel 2022 e nel 2023 rispetto alle stime attuali.

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