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Fisco: Altroconsumo, cashback alla prova dei negozi (3)

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(Adnkronos) – Altroconsumo ha provato a pagare con la carta di credito in diversi negozi e constatato che si pagano troppe commissioni. Nell’articolo su Intasca trovi la tabella con le informazioni complete. Qui l’articolo completo. Il governo è consapevole del problema e, per alleviare il peso delle commissioni, dal primo luglio dello scorso anno ha introdotto il cosiddetto “bonus Pos”, un credito d’imposta del 30% sulle spese pagate dagli esercenti per accettare pagamenti con carte, bancomat e altre modalità di pagamento digitale. Un’agevolazione valida solo per chi fattura meno di 400 mila euro l’anno. Il problema è che il credito di imposta funziona ex post e soprattutto va a ridurre le tasse da pagare che, in questo momento storico, sono state posticipate o sono poche.

Nel decreto fiscale DL 124/2019, però, è previsto, per i pagamenti effettuati in modalità digitale a partire dal 1° luglio, un credito d’imposta del 30% sulle spese pagate dagli esercenti per accettare pagamenti con carte, bancomat e altre modalità di pagamento digitale (ad esempio le app); una dosposizione che vale solo per gli esercenti che fatturano meno di 400 mila euro l’anno.

Ma su cosa si applica il credito d’imposta? Chi ne ha diritto e come funziona nel dettaglio? rientrano nella definizione di commissione su cui si può beneficiare del credito di imposta sia le commissioni pagate dall’esercente su ogni transazione, sia i costi fissi ad esempio i costi di gestione e locazione del Pos; Sono ricomprese le spese sostenute dagli esercenti per tutti i pagamenti digitali fatti da consumatori, quindi non solo con le tradizionali carte di credito, di debito e prepagate ma anche le spese di sistemi alternativi come ad esempio Satispay e simili; vale per tutti gli esercenti, artigiani e professionisti, sia per pagamenti online che fisici avvenuti dal 1 luglio 2020 in avanti, purché gli esercenti, nel corso dell’anno d’imposta precedente, abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400.000 euro; gli esercenti utilizzatori del credito di imposta sono tenuti a conservare la documentazione relativa alle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con strumenti elettronici di pagamento.

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