Fase 3: task force Colao, favorire emersione lavoro nero con voluntary disclosure
Roma, 8 giu. (Adnkronos) – Favorire l’emersione del lavoro nero attraverso l’opportunità di Voluntary Disclosure ai fini della regolarizzazione, prevedendo un meccanismo di sanatoria e incentivazione riducendo contribuzione cuneo fiscale, nonché sanzioni in caso di falsa dichiarazione o mancato perfezionamento delle procedure di emersione. E’ questo uno dei suggerimenti contenuto nel rapporto ‘Iniziative per il rilancio ‘Italia 2020-22’ del Comitato di esperti in materia economica e sociale, la cosiddetta task force guidata da Vittorio Colao.
L’iniziativa, si legge nel rapporto, “si muove su un mix di premialità e sanzioni innovative”. Sul piano della premialità, “favorire la dichiarazione di lavoro nero, prevedendo: da un lato un meccanismo di sanatoria, per il pregresso, sulla scorta di quanto previsto nel decreto rilancio per l’emersione del lavoro irregolare degli immigrati in alcuni settori; dall’altro, un periodo medio di riduzione contribuzione e cuneo fiscale su retribuzione”.
Inoltre il rapporto suggerisce di “condizionare concessione benefici economici per sostegno imprese ad autodichiarazione, a valere quale autocertificazione assimilata a quelle di cui all’art. 46 DPR n.445/2000, in ordine alla assenza di lavoro nero, ovvero, con dichiarazione di emersione dei lavoratori irregolari presenti, con impegno ad avviare la procedura di emersione”. Sul piano sanzionatorio, invece, “in caso di falsa dichiarazione, con accertamento della presenza di lavoro nero, ovvero di mancato perfezionamento della procedura di emersione per i lavoratori dichiarati, revoca dei benefici non ancora concessi o pervenuti, obbligo di restituzione di quelli già percepiti, con interessi, oltre alla sanzione penale per falsa autocertificazione nel primo caso. Naturalmente il tutto in aggiunta alle ordinarie sanzioni previste per l’accertamento del lavoro nero”.

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