Fase 3: su ripresa Ue pesa competenza manager ma in 5 anni ridotti del 6% (3)

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(Adnkronos) – D’Alvia ha rimarcato come la crescita del management “abilita e accelera la crescita di tutto il capitale umano delle imprese, consente di stare al passo con l’accelerazione tecnologica – digitalizzazione, innovazione, Iot, smart working, e-commerce, economia circolare, learning agility Vs. obsolescenza delle competenze – e aiuta a colmare gli skill gap nel mercato del lavoro”. Secondo l’Osservatorio 4.Manager, “l’importanza della competenza manageriale quale fattore di competitività non sembra essere ancora sufficientemente considerata dalle istituzioni comunitarie che producono ‘visioni’ e politiche di lungo periodo – come la transizione energetica, il green deal e il gender equality – ma trascurano la promozione, lo sviluppo e la diffusione della managerializzazione a tutti i livelli”.

Che ci sia necessità di porre maggiore attenzione alle figure manageriali in Europa, sembra essere confermato anche dai dati sull’occupazione. Tra le esperienze più significative analizzate dallo studio, Francia e Italia esprimono best practice nella promozione della managerializzazione: la prima con Apec – Association Pour l’Emploi des Cadres – che promuove le competenze manageriali, la seconda con 4.Manager – ente bilaterale creato da Confindustria e Federmanager – che promuove competenze manageriali, gender equality e politiche attive del lavoro, con un focus particolare sulle Pmi, settore in cui i gap di managerializzazione sono evidenti soprattutto anche in Italia, sebbene le Pmi siano l’asse portante della nostra economia.

La ricerca ha registrato che le Pmi italiane brillano per capacità imprenditoriali ma diventano “vulnerabili nei momenti di forte discontinuità” e nei “passaggi generazionali” a causa di una insufficiente struttura manageriale. Sul mercato italiano delle competenze manageriali, l’Osservatorio 4.Manager ha stimato, infine, che quasi un terzo dei manager industriali è attualmente impiegato in filiere sulle quali il lockdown ha prodotto effetti significativi, severi o addirittura catastrofici e che nel 18% dei casi la crisi avrà un impatto negativo in termini occupazionali e remunerativi.

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