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Fase 3, Spada (Humanitas): “Casi in aumento ma anche i tamponi, no motivo di agitarsi”

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Roma, 24 lug. (Adnkronos Salute) – Aumentano i casi di Covid-19 un po’ in tutt’Italia, ma anche i tamponi. E’ “presto per definire il trend. Manteniamo la calma”. Lo sottolinea Paolo Spada, chirurgo vascolare all’Humanitas Research Hospital, sulla pagina Facebook ‘Pillole di ottimismo’ commentando gli dati sui contagi: “125 nuovi casi identificati in corso di tracciamento, e 181 da screening, complessivamente 306 positivi su 60.311 tamponi (0,5%) e 33.018 persone testate (0,9%). Negli ultimi sette giorni abbiamo avuto in media 94 casi da tracciamento e 135 da screening, su 229 nuovi positivi al giorno. Nei sette giorni precedenti erano rispettivamente 78, 118 e 196. Quindi negli ultimi sette giorni, rispetto ai sette precedenti – tira le somme – la variazione è stata di +33 casi totali al giorno, di cui +16 casi da tracciamento e +17 da screening”.

“Osservando un periodo ancora più lungo – prosegue – la media giornaliera dei casi da tracciamento nelle ultime quattro settimane ha avuto questo andamento: 71, 73, 78, 94, quella degli screening 108, 127, 118, 135, e quella dei nuovi positivi totali 179, 200, 196, 229. Ci pare un po’ presto per definire un trend a salire, ma certo qualche segnale c’è. L’agitazione pare comunque largamente sovradimensionata rispetto ai numeri”, sottolinea Spada.

Analizzando la situazione nelle Regioni, negli ultimi sette giorni quelle “con il maggior numero di casi da tracciamento sono state Emilia Romagna (15 casi al giorno; +2 rispetto ai sette giorni precedenti), Campania (12 casi al giorno, +7), Liguria (10 casi, +9), Lazio (7 casi, 0), e Veneto (6 casi, +3). Considerati tutti i nuovi casi positivi, inclusi quindi gli screening – illustra Spada – le Regioni con il maggior numero negli ultimi sette giorni sono state: Emilia Romagna (45 casi al giorno; +7 rispetto ai sette giorni precedenti), Veneto (37 casi al giorno, +21), Lazio (16 casi, -3), Liguria (13 casi, +7), e Campania (12 casi, +7).

I decessi registrati ieri sono stati 10, di cui 3 in Lombardia. “In media abbiamo avuto in Italia 11 decessi al giorno – spiega Spada – negli ultimi sette giorni, e 13 nei sette giorni precedenti (in Lombardia 4 e 6, rispettivamente). Va considerato sempre che molta parte dei decessi riguarda pazienti la cui infezione risale a vecchia data. Restringendo il conto ai casi di infezione riscontrati negli ultimi 30 giorni, si registrano mediamente 1,6 decessi al giorno (48 morti su 5.505 casi in 30 giorni, letalità 0,87% al 16 luglio)”.

“L’età mediana dei nuovi positivi registrati negli ultimi 30 giorni è 43 anni (in riduzione), rispetto a 61 anni se considerati tutti i casi da inizio epidemia. I casi asintomatici sono complessivamente il 60% del totale, mentre i casi severi rappresentano mediamente meno del 10%, salvo per le fasce d’età più avanzate. I casi critici appaiono percentualmente ridottissimi e quasi esclusivamente limitati alle ultime decadi”, evidenzia.

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