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Fase 3, Prioritalia: “serve equità sociale per tornare a crescere”

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Roma, 15 lug. (Adnkronos/Labitalia) – Progettualità a lungo termine, un ‘pensiero sostenibile’ che animi le future scelte politiche, condivisione di idee, valori e responsabilità, riconoscimento pieno della ricchezza e versatilità del ‘capitale umano’, in particolare donne e giovani. In poche parole: un’organizzazione manageriale della ripresa. Questo serve dopo la drammatica emergenza sanitaria da Covid-19 secondo i manager che continuano a far sentire la loro voce, intervenendo direttamente nel dibattito che si è aperto nel nostro Paese nella difficile e delicata fase della ripartenza, in cui ‘non ci si può permettere di lasciare indietro nessuno’.

A dar loro voce, come si legge in una nota, è la Fondazione Prioritalia, piattaforma civica e culturale della comunità manageriale, che ha promosso una serie di incontri in diretta sui propri canali Youtube e Facebook. Dei veri ‘Allenamenti di sostenibilità’ – così vengono definiti i webinar – palestra di confronto e dibattito sui temi più urgenti e sulle nuove sfide economiche e sociali. Un contributo di idee e visioni strategiche da parte dell’intera comunità manageriale.

“Prioritalia nasce proprio per portare il contributo dei manager -ha ricordato Marcella Mallen, presidente di Prioritalia- all’innovazione sociale, un vero e proprio give back che ha tanto a che fare con la sostenibilità. Infatti, da tanto i manager sollecitano un impegno diretto e attraverso le loro organizzazioni, Manageritalia e Cida che sono i fondatori di Prioritalia, per migliorare la conoscenza e le competenze, la distribuzione del reddito, la valorizzazione delle diversità etc Tutte condizioni indispensabili per competere con persone valide in azienda e con una società che grazie a redditi più elevati e bilanciati sia in grado di trainare con la domanda una crescita davvero sostenibile”.

“Sono 4 le priorità su cui costruire un piano di rilancio concreto dell’Italia -ha spiegato Fabrizio Barca, coordinatore Forum disuguaglianze diversità, intervenendo al primo webinar dal titolo ‘La sostenibilità economica è sociale’- una strategia a lungo termine che preveda investimenti coraggiosi sul capitale sociale del nostro Paese, il riconoscimento del ruolo delle donne, l’accelerazione della trasformazione digitale, un welfare sempre più inclusivo”.

“A queste priorità -ha aggiunto Barca- vanno aggiunti due principi-base che devono diventare valori di orientamento: accedere ai saperi e alle competenze, a partire dal territorio, e trasferire i poteri, investendo nei giovani e nelle donne”. Ma la questione dirimente rimane ancora la parità di genere.

“L’Italia è un Paese che non ha mai investito in politiche di condivisione, per superare le disuguaglianze di genere”, ha affermato Linda Laura Sabbadini, direttora centrale Istat. “Nei Paesi nordici -ha continuato- questo è avvenuto molto presto, dagli anni 50 e 60. In Italia siamo ancora molto indietro. Sono investimenti non costi. Serve una nuova alleanza tra uomini e donne, occorre rifondare un patto di genere per andare davvero verso una rivoluzione culturale, economica e sociale”.

Come emerge dal webinar, il Covid-19 si “è rivelato un amplificatore dei difetti strutturali del nostro Paese. Tuttavia, ha fatto emergere anche il forte senso civico degli italiani, unico baluardo fino ad oggi di coesione sociale. È questo il momento di stringere nuove alleanze tra attori pubblici, sociali e privati, per arrivare a dare in tempi rapidi risposte plurali a questioni complesse. Il tema della sostenibilità sociale va inteso come questione chiave attorno a cui elaborare nuovi modelli di sviluppo, alla luce di una ridefinizione degli interessi e delle priorità delle persone e delle organizzazioni, e di una rigenerazione delle connessioni fra pubblico e privato, lavoro e welfare, diritti e doveri. Con l’obiettivo di poter in futuro contare su un tessuto sociale ed economico più integrato, riducendo anziché accentuare le gravi diseguaglianze presenti tra territori, generi e generazioni”, spiegano da Prioritalia.

“La ripresa, dopo un’emergenza sanitaria di proporzioni cosi drammatiche, richiede una gestione responsabile e organica. In altre parole, c’è assolutamente bisogno di una organizzazione manageriale, fatta di visione strategica, di approccio integrato, di capacità esecutiva e di lavoro di squadra. È urgente mettere insieme capitale sociale e innovazione e per farlo servono capacità manageriali”, aggiungono da Prioritalia.

E Giovanni Vetritto, direttore generale Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha proprio detto che “Tra i nemici della trasformazione non ci sono i manager. Il manager privato oggi è quello che deve garantire il massimo ritorno per l’azionista. Il dirigente pubblico è stato precarizzato, penalizzato dalla dirigenza a chiamata. Quindi se c’è qualcuno che vuole creare un mondo nuovo quel qualcuno è proprio il manager. E’ pronto alla sfida”. All’incontro hanno partecipato anche: Anita Cadavid, direttrice Istituto studi superiori sulla donna; Sabrina Dubbini, education area coordinator Istao, Istituto Adriano Olivetti, influencer Prioritalia; Elisa Roldo, freelance ufficio stampa e comunicazione, influencer Prioritalia; Mirko Rubini, vicepresidente Manageritalia Emilia Romagna.

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