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Fase 3, Milano-Bicocca lancia piano straordinario da 8,5 milioni di euro

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Milano, 2 lug. (Adnkronos) – Connessione gratis per tutti i 34mila studenti. Bonus pc per le matricole iscritte dal prossimo anno accademico. Nuovi fondi per il diritto allo studio. E ulteriori stanziamenti per garantire l’accesso in sicurezza agli spazi, realizzare i piani di potenziamento delle infrastrutture digitali e di offerta didattica a distanza, incrementare la dematerializzazione dei processi amministrativi. Sono le linee d’azione contenute nel piano di interventi straordinari che l’Università di Milano-Bicocca ha varato per affrontare e superare l’emergenza Covid. Per un investimento complessivo di 8,5 milioni di euro.

Un piano straordinario già avviato nelle Fasi 1 e 2 dell’emergenza. La Fase 3 coinciderà con la ripartenza dell’anno accademico e durerà almeno fino a gennaio 2021. Il piano nasce per rispondere alla necessità di contemperare la sicurezza sanitaria degli studenti e di tutto il personale docente e tecnico-amministrativo dell’Ateneo con il pieno svolgimento delle attività didattiche e di ricerca, che si terranno in modalità mista, parte in presenza e parte online, per un graduale ritorno all’attività in presenza.

Le disposizioni introdotte dall’Università di Milano-Bicocca vanno nella direzione di garantire il diritto allo studio, favorire il graduale ritorno alle attività in presenza e rimuovere gli ostacoli legati alle nuove forme di didattica a distanza.

Per mitigare gli effetti del digital divide, l’Ateneo adotta i seguenti provvedimenti: attribuzione di una scheda SIM per la connessione dati di 60 GB al mese e per l’intero anno accademico per tutti i circa 34mila studenti; erogazione di un voucher di 100 euro per l’acquisto di PC, notebook e tablet a tutte le matricole che si iscriveranno all’anno accademico 2020-2021; garanzia di un sostegno economico agli studenti in condizioni di fragilità economica (Isee non superiore ai 13mila euro) e fuori sede.

Le prime due misure supporteranno quindi da una parte le dotazioni di hardware e software per i futuri studenti, attraverso l’erogazione di un contributo per l’acquisto di strumentazione e materiale informatico, dall’altra parte i costi di connettività per tutti gli studenti dell’ateneo. In entrambi i casi per soddisfare le esigenze di didattica a distanza.

I fondi per gli studenti in condizione di fragilità economica, ad integrazione degli interventi già realizzati in precedenza, saranno stanziati per garantire un contributo di importo variabile da 130 a 500 euro per studente a seconda della condizione individuale e della condizione economica del nucleo familiare di appartenenza.

Lo stanziamento complessivo per le due misure anti-digital divide è di 3,3 milioni di euro. I fondi destinati al sostegno economico ammontano a 1,2 milioni di euro che, aggiunti ai 300mila euro già utilizzati nei mesi dell’emergenza per il sostegno agli studenti alloggiati nelle residenze universitarie, portano a 1,5 milioni di euro l’intervento di Milano-Bicocca in questo ambito. Nel complesso le misure straordinarie per gli studenti raggiungono i 4,8 milioni di euro. Che si aggiungono ai circa 3,7 milioni di euro investiti per realizzare i piani di offerta didattica a distanza, di accesso in sicurezza agli spazi e di dematerializzazione dei processi amministrativi che hanno caratterizzato la risposta dell’Ateneo alle fasi 1 e 2 dell’emergenza Covid.

”Questa delibera contiene un pacchetto di misure – afferma la rettrice dell’Università di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni – che la nostra Università ha deciso di mettere in campo per rendere possibile a tutti gli studenti di fruire al massimo della didattica online, su cui il nostro Ateneo ha già fortemente investito in questo anno accademico e che avrà un ruolo fondamentale anche nel primo semestre del prossimo anno accademico. In questo periodo di emergenza, bisogna puntare sul senso di comunità. Di tutta questa esperienza faremo tesoro. La mia è un’università multidisciplinare con settantuno corsi in ogni tipo di scienza, per noi può essere molto interessante usare questo momento per fare ricerca sulla flessibilità della nostra didattica”.

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